Illegittimità delle cartelle esattoriali di Equitalia

Quando viene notificata una cartella esattoriale da Equitalia occorre sempre valutare con attenzione gli importi in essa indicati: sarà agevole notare, infatti, come le somme a carico del contribuente spesso appaiono considerevolmente al di sopra degli importi originariamente dovuti e riportati nell’estratto di ruolo.

Anzitutto va ricordato che le cartelle che non dettagliano puntualmente il conteggio degli interessi e le aliquote applicate alle varie annualità devono intendersi affette da nullità, non competendo al contribuente difficili indagini volte a ricostruire l’operato dell’ufficio e ricostruire un computo degli interessi spesso criptico e non comprensibile.

Poi va verificata l’esistenza di anatocismo, ovvero l’applicazione di interessi su interessi, vietata a norma dell’articolo 1283 c.c. Nel caso di Equitalia sono da considerarsi anatocistici e quindi illegittimi le aliquote e gli interessi applicati su altri interessi e sulle sanzioni.

Da ultimo si consiglia di prestare estrema attenzione in caso di rateizzazione delle somme iscritte a ruolo. Equitalia, infatti, utilizza per l’ammortamento della rateizzazione una variante del piano “alla francese”, scelta discrezionale e non prevista da alcuna norma. Senza entrare nei tecnicismi, tale scelta può comportare l’innalzamento del tasso effettivo applicato per il rateizzo dei debiti erariali e previdenziali al di sopra del tasso stabilito dall’art. 19 del D.P.R. 602/1973.

Obbligo di mantenimento dei figli anche a carico del genitore disoccupato

Si richiama l’attenzione su questo recente provvedimento del Tribunale di Milano: Trib. Milano, sez. IX, decreto 15 aprile 2015 (Pres. Manfredini, est. Jacopo Blandini). Pronunciandosi in materia di separazione e mantenimento, il Tribunale ha ribadito il principio per cui lo stato di disoccupazione di un genitore non può giustificare in alcun modo il venir meno dell’obbligo di mantenimento. Tale obbligo, in assenza di altri parametri, deve essere quantificato sulla scorta della capacità lavorativa generica. Il Tribunale ha quindi chiarito che la disoccupazione del genitore non convivente con i figli può giustificare, al più, che il mantenimento indiretto sia cd. onnicomprensivo, ponendo integralmente a carico dell’altro genitore, le spese cd. extra.

Sempre in tema di usura bancaria

Pare opportuno segnalare la seguente pronuncia del Tribunale di Monza:

Tribunale Monza 17 marzo 2015 – – Est. Febbraro.

Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Quesito in materia di interessi usurari, anatocismo, commissioni e spese indebite – Determinazione e rettifica saldo di conto corrente ancora in essere – Ammissibile

E’ pienamente ammissibile la procedura di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c. anche nell’ambito dei rapporti bancari per controversie aventi ad oggetto la contestazione di addebiti illegittimi (interessi usurari e anatocistici, commissioni di massimo scoperto, valute fittizie, etc.).
L’azione del ricorrente, infatti, è preordinata a verificare l’illegittimità di tali addebiti negli estratti conto e, pertanto, il diritto di credito può annoverarsi nella categoria dei “crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito” previsti dalla norma codicistica.

La funzione deflattiva dell’istituto, unita alla finalità di istruzione preventiva, non permette interpretazioni eccessivamente formalistiche e restrittive.

Il ricorso è ammissibile anche nell’ipotesi di conto corrente ancora aperto, in quanto l’interesse del cliente trova soddisfazione nel ricalcolo dell’effettivo saldo, depurato dagli addebiti nulli, e la domanda di nullità può essere sempre proposta anche in costanza di rapporto. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata)