Prassi di studio

Onde evitare spiacevoli sorprese, si ritiene opportuno chiarire alla clientela la prassi dello Studio.

Capita spesso che si vada alla ricerca di consulti professionali gratuiti. L’attività dell’avvocato, tuttavia, come qualsiasi altra attività deve essere adeguatamente remunerata. Lasciando da parte i casi per i quali vi è diritto al gratuito patrocinio, i servizi dell’avvocato devono essere sempre retribuiti.

Questo significa che anche le consulenze in studio e telefoniche hanno un valore e verranno dunque monetizzate.

L’accettazione dell’incarico da parte dell’Avvocato viene subordinata al versamento di un congruo fondo spese, in assenza del quale non verrà iniziata alcuna attività.

Lo Studio rilascerà sempre un preventivo di spesa per l’attività richiesta che dovrà essere accettato dal cliente, con il quale verranno concordate anche le modalità di pagamento. Si procede in genere per avanzamento lavori.

Pur comprendendo le difficoltà economiche connesse alla peculiarità del periodo che stiamo affrontando, si ritiene non accettabile e altamente lesivo della professionalità dell’avvocato pretendere che questo lavori e si assuma anche significative responsabilità gratuitamente.

Si ricorda infine che l’obbligazione dell’Avvocato è sempre una obbligazione di mezzi e non di risultato.

Informazioni

In questo periodo lo Studio sta chiudendo parecchie pratiche aperte.

Potrebbe pertanto accadere che io non riesca a rispondere subito alle chiamate dirette sul mio numero o alle mail. Scusandomi del disagio, Vi chiedo di portare pazienza. Sarete richiamati appena possibile, tenuto conto anche dell’urgenza della singola posizione. A tal proposito, proprio per agevolare il lavoro e per consentirmi di individuare le priorità, Vi chiedo cortesemente di privilegiare le comunicazioni via mail. Solo in caso di mancata risposta entro le 48h è consigliabile inviare un sollecito.

Vi segnalo che sarò prevalentemente reperibile presso la sede di Monza, via Italia 46, Il recapito di Barzanò resta aperto il sabato mattina e in settimana su appuntamento.

Grazie e saluti.

Edoardo Colzani

Il nuovo Pignoramento – Art. 615 c.p.c.

OPPOSIZIONE ALL’ESECUZIONE

L’opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. è inammissibile se proposta dopo che sia stata già disposta la vendita o l’assegnazione del bene pignorato, salvo che:

  • la stessa opposizione sia fondata su fatti sopravvenuti
  • o che l’opponente dimostri di non averla potuta proporre tempestivamente per causa a lui non imputabile.

Tuttavia, se il debitore dimostra di non essersi opposto tempestivamente all’esecuzione per una causa a lui non imputabile, può ugualmente procedere anche se il giudice ha già disposto la vendita o l’assegnazione.