Fideiussore: può accedere al Piano del Consumatore?

La risposta è no. I maggiori vantaggi che il Piano del Consumatore offre rispetto a un accordo coi creditori o a un piano liquidatorio non possono essere riconosciuti al debitore non fallibile che abbia prestato fideiussioni in favore di società.

Fondo per il coniuge in stato di bisogno: precisazioni

Il Tribunale di Milano ha recentemente precisato (Tribunale di Milano, 13 Aprile 2017. Pres. Anna Cattaneo) che può accedere al fondo di solidarietà previsto dalla legge 208 del 2015 il coniuge che «non abbia ricevuto l’assegno determinato ai sensi dell’articolo 156 del codice», ossia l’assegno di separazione; si tratta di una precisazione di non poco conto dal momento che delimita l’accesso al  “genitore”  titolare di assegno ex art. 156 c.c. ha diritto di accesso al Fondo e non anche al genitore legittimato a ricevere il solo assegno per i figli (ex art. 337-ter c.c.) ma non titolare di assegno per sé, ex art. 156 c.c.

Sul cumulo di procedure esecutive

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 6019/2017 ha ribadito l’orientamento ormai consolidato nella giurisprudenza di legittimità, secondo cui il creditore non solo può aggredire più beni del medesimo debitore, ma può altresì procedere a più pignoramenti dello stesso bene, in tempi successivi.

In buona sostanza,  il diritto di procedere in executivis si esaurisce solo con la piena soddisfazione del credito portato dal titolo esecutivo.

Sulla distinzione tra deliberazioni di approvazione del bilancio e deliberazioni di determinazione dei compensi degli amministratori

La Corte di Cassazione, sez. unite 29 agosto 2008 n. 21993, ha chiarito le differenze tra deliberazioni di approvazione del bilancio e deliberazioni di determinazione dei compensi degli amministratori: tali deliberazioni hanno oggetto e contenuti distinti, essendo le prime dirette a controllare la legittimità di un atto di competenza degli amministratori e le secondo avendo la funzione di determinare il compenso. Alla luce di siffatta distinzione, l’approvazione da parte dell’assemblea del bilancio di esercizio di una società di capitali contenente una posta relativa al compenso percepito dagli amministratori, qualora non vi sia stata una specifica discussione e approvazione di tale posta, non integra gli estremi della deliberazione assembleare occorrente per l’attribuzione del predetto compenso che non sia già stabilito dallo statuto.