Ma quanto dura un processo civile?

Fintantochè non entrerà in vigore il nuovo processo civile, quanto dura in media un processo?

Al di là delle specifiche di ogni singolo caso e dei tempi di ogni singolo Tribunale, si consideri il seguente iter processuale:

  • Notifica della citazione a giudizio;
  • Dopo almeno 90 giorni dalla citazione a giudizio si svolge la prima udienza;
  • Salvo rinvii impregiudicati i diritti di prima udienza, vengono concessi alle parti i termini di cui all’articolo 183 co. 6 e dunque un primo termine di 30 giorni per la memoria n. 1 (modifica/precisazione domande), un successivo termine di ulteriori 30 giorni per la memoria n.  2 (mezzi istruttori) e un ulteriore termine di 20 giorni per repliche;
  • decorsi dunque almeno 80 giorni dalla prima udienza, si svolge la seconda udienza, di ammissione mezzi istruttori;
  • a seconda dei casi possono rendersi necessarie una o più udienze successive per sentire i testimoni, espletare una consulenza tecnica…
  • viene poi fissata l’udienza di precisazione delle conclusioni, nella quale le parti si riportano ai rispettivi atti e/o foglio di precisazione delle conclusione e chiedono ulteriori termini di 60 giorni per le conclusionali e successivi 20 giorni per le repliche;
  • decorsi 80 giorni dall’udienza di precisazione delle conclusioni il Giudice trattiene la causa in decisione.

Verso un nuovo processo civile

Annunciato dal Ministro di Giustizia il nuovo processo civile.

Un processo che sarà caratterizzato da maggior concentrazione e soprattutto dalla c.d. semplificazione dei riti. Verrà definito un solo rito, valevole per qualsiasi materia, a cui si accede mediante ricorso al Tribunale.

Col nuovo processo, sparisce l’atto di citazione. Nel processo ordinario, oggi la regola è introdurre il giudizio citando a udienza fissa il convenuto e poi provvedendo all’iscrizione a ruolo della causa entro 10 giorni dalla notifica. Col nuovo processo, invece, si farà direttamente ricorso al Tribunale e solo successivamente verrà data notizia alla controparte dell’iscrizione a ruolo del processo.

Altra significativa novità della riforma è caratterizzata dall’eliminazione dell’udienza di precisazione delle conclusioni, che molto spesso rappresenta un inutile aggravio della procedura: a detta udienza, infatti, le parti non fanno altro che riportarsi ai rispettivi atti (o al foglio di p.c.) e chiedere i termini al Giudice per il deposito delle memorie conclusionali e delle repliche.

 

 

 

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Durata del Piano del Consumatore: anche oltre i 5 anni

Un’importante recente pronuncia della Corte di Cassazione ha precisato che la durata del piano del consumatore può essere superiore ai 5 anni che usualmente vengono richiesti nella prassi dei Tribunali.

Se da un lato è vero che l’interesse del creditore è a tempi certi, dall’altro occorre andare a verificare nel concreto la percentuale di soddisfazione del creditore.

Un piano articolato in 7 anni che preveda il pagamento integrale del debito deve ritenersi dunque preferibile rispetto a un piano liquidatorio contenuto in soli 5 anni che al contrario non soddisfi integralmente le ragioni del creditore.

Il principio di ragionevole durata dei procedimenti deve essere dunque conciliato con la ratio della Legge 3/2012, volta da un lato a garantire i creditori e dall’altro a offrire una seconda chance al soggetto indebitato.

 

Il futuro della professione – segnalazioni editoriali

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