La patente a punti è la soluzione ai ricorrenti infortuni sul lavoro? No, ma è un interessante passo avanti. Tutto sta a come nel concreto sarà attuata e all’effettivita’ dei controlli. Si parte dall’edilizia, ma la cosa non stupisce: la legislazione ci ha abituato a cavalcare le emergenze. La speranza è che si estenda presto agli altri settori e che venga presa sul serio. Quindi più controlli, rigore sanzionatorio e seri percorsi rieducativi per riacquistare i crediti persi. La tanto affermata centralità della formazione dovrà tradursi in concreto in una formazione effettiva e in una acquisita consapevolezza del datore di lavoro in primis e dei lavoratori.
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Sicurezza sul lavoro: nuove norme in arrivo
Sollecitato dai più recenti eventi di cronaca, che hanno riportato all’attenzione il tema delle morti sul lavoro, il Governo ha annunciato nuove misure. Nella giornata di oggi 26 febbraio 2024 si terrà un incontro del Governo con le rappresentanze sindacali e datoriali. Seguiranno aggiornamenti.
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Perchè ho scelto di fare (anche) il FORMATORE?
Da quando mi occupo di SICUREZZA LAVORO, sia come consulente che come formatore all’interno delle aziende, mi rendo sempre più conto di quanto centrale e strategico sia il mio ruolo.
Ho nel concreto la possibilità di entrare nelle aziende, vederne il funzionamento, toccando con mano le singole realtà, confrontarmi coi lavoratori e far sì che si confrontino tra di loro nell’ottica di individuare le migliori prassi condivise per svolgere in sicurezza il prprio lavoro.
La formazione non deve limitarsi alla sola lettura di slides ma, nel rispetto dei programmi e delle normative, deve portare a una concreta riflessione e a una migliore consapevolezza dei lavoratori.
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Infortuni sul lavoro: c’è ancora molto da fare
Gli Open Data Inail relativi ai primi sette mesi del 2022 confermano che purtroppo c’è ancora molto lavoro da fare in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro e pieno recepimento da parte delle aziende dei principi e delle norme del Testo Unico D. Lgs. 81/2008. Bisogna lavorare ancora molto sulla sensibilizzazione delle aziende ma anche sulla informazione e formazione dei lavoratori.
Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e luglio sono state 441.451 (+41,1% rispetto allo stesso periodo del 2021), 569 delle quali con esito mortale (-16,0%).
Nei primi sette mesi del 2022 si registra, rispetto all’analogo periodo del 2021, un deciso aumento delle denunce di infortunio in complesso (dovuto in parte al più elevato numero di denunce di infortunio da Covid-19 e in parte alla crescita degli infortuni “tradizionali”), un calo di quelle mortali (per il notevole minor peso delle morti da contagio) e una crescita delle malattie professionali.
Come ha ricordato il Presidente della Repubblica nel Suo ultimo discorso del 01 maggio 2022 (Festa dei Lavoratori) il costo della ripresa economica non può essere pagato in termini di infortuni sul lavoro. Così come, nei momenti di difficoltà, occorre che le aziende rifuggano dalla tentazione di ridurre le spese per la sicurezza: anche una sola morte rappresenta un costo umano e sociale inaccettabile.
Il lavoro è strumento di progresso e di affermazione delle persone, non un gioco d’azzardo potenzialmente letale.