Da Giurista ritengo che non vi sia niente di male ad aggiornare la nostra costituzione. Le battaglie di principio di chi afferma che “la costituzione non si tocca” devono essere ridimensionate e portate alla giusta dimensione. Ciò che è e deve rimanere intangibile sono i principi, i valori fondanti la costituzione repubblicana. Nulla quaestio. Ciò su cui invece si può e si deve ragionare in maniera seria è la modifica del c.d. Ordinamento della Repubblica. Senza nulla togliere alla elaborazione teorica e al gran lavoro dei padri costituenti che hanno congegnato un brillante sistema di pesi e contrappersi, non possiamo negare che alla prova della storia e dei fatti questo sistema istituzionale è oggi troppo “pesante” e non consente di dare pronte risposte alle esigenze di una società che viaggia sempre più veloce. La storia politica italiana ci ha altresì abituato a distorsioni del sistema su cui si rende necessario, inevitabile intervenire. Con questo spirito e con questo metodo si può e si deve ragionare di modifiche alla costituzione.