Archivi categoria: DIRITTO DEL LAVORO

Una nuova offerta di SERVIZI PROFESSIONALI

Con la ripresa delle attività dopo il periodo estivo sono nati nuovi progetti professionali che, dopo 10 anni di attività come avvocato, mi permettono di offrire ai clienti dello Studio una più ampia gamma di servizi, anche grazie a una rete sempre più fitta di collaborazioni professionali.

Si è rafforzata e consolidata la collaborazione professionale col Dott. Stefano Congiusti, nell’ottica di una consulenza di alta qualità in ambito giuridico, economico e fiscale alle aziende e ai privati, in particolare per quel che riguarda la gestione dei rapporti bancari e finanziari oltre che delle operazioni societarie e del contenzioso tributario.

Da luglio 2022 col mio ingresso nella società DIGITECH CENTER SRL, ho esteso la mia specializzazione ai nuovi settori della formazione e consulenza aziendale, in particolare Sicurezza sul Lavoro e Privacy.

Con la nascita di Habitat Legali e Servizi, nato dalla collaborazione con la collega Valentina Miceli, offro alla clientela una tutela a 360 gradi, che copre tutti i settori del diritto. I clienti di studio potranno contare sul supporto di una rete professionale organizzati in grado di assisterli con un servizio su misura in ogni loro necessità.

DIGITECH CENTER SRL

Sono lieto di formalizzare la mia collaborazione con la società DIGITECH CENTER SRL sui temi della consulenza e formazione aziendale in ambito sicurezza sul lavoro, privacy, d.lgs 231/2001.

Bonus 200 euro: dipendenti, occhio alla dichiarazione!

L’erogazione del bonus di 200 euro prevista per il mese di luglio in favore dei lavoratori dipendenti non è automatica: occorre infatti la preliminare trasmissione di un’autocertifcazione con la quale il lavoratore dichiari di non essere titolare di un trattamento pensionistico o del reddito di cittadinanza. Solo a queste condizioni scatta il bonus.

Lavori edili e accessi ispettivi

Con una recente sentenza (n. 502/2022) la Corte d’Appello di Lecce ha riconosciuto la legittimità dell’ordinanza ingiunzione emessa nel 2017 dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Brindisi nei confronti dei proprietari di un’abitazione nella quale erano stati eseguiti lavori edili impiegando manodopera in nero. I fatti risalgono al 2016, quando personale dell’ITL di Brindisi effettuò un accesso ispettivo nel giardino di un’abitazione nella quale erano in corso lavori edili. Alla presenza del proprietario, venne accertato dei sei operai impiegati nei lavori, cinque erano “in nero”. All’ispezione era seguito, nel 2017, un provvedimento di ingiunzione, rispetto al quale il proprietario dell’immobile aveva proposto ricorso.

La Corte di Appello di Lecco, accogliendo il ricorso presentato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dall’Ispettorato territoriale del Lavoro di Brindisi, ha stabilito che “… l’area destinata a cantiere edile, pur se di proprietà privata, non è qualificabile come luogo di privata dimora né come luogo in cui si svolgono attività destinate a rimanere riservate, trattandosi piuttosto di luogo aperto al pubblico, tant’è che gli ispettori del lavoro accedevano liberamente senza chiedere autorizzazione alcuna”.

Sicurezza sul lavoro: l’importanza della Formazione

Il d. lgs 81/2008 pone in capo al datore di lavoro specifici obblighi di informazione e formazione. Ove il datore di lavoro non adempia le conseguenze possono essere molto gravi. Infatti, il datore di lavoro è chiamato in sede penale a rispondere a titolo di colpa specifica, in caso di infortunio dipeso dalla negligenza del lavoratore il quale, nell’espletamento delle proprie mansioni, pone in essere condotte imprudenti, trattandosi di conseguenza diretta e prevedibile della inadempienza degli obblighi formativi. Si badi bene: l’adempimento di tali obblighi non è escluso in considerazione del bagaglio di conoscenze del lavoratore, formatosi per effetto di una lunga esperienza operativa, o per il travaso di conoscenza che comunemente sui realizza nella collaborazione tra lavoratori, anche posti in relazione gerarchica tra di loro.

Datore di lavoro e obbligo di sicurezza verso il dipendente

L’articolo 2087 del codice civile pone a carico del datore di lavoro il cosiddetto obbligo di sicurezza: il lavoratore deve essere posto al riparo da ogni stato di pericolo nascente dall’attività lavorativa, posta la particolare configurazione del rapporto di lavoro, il quale non si risolve in un mero scambio di prestazione lavorativa contro retribuzione, ma determina una situazione più complessa la quale implica necessariamente l’esigenza di tutela della personalità fisica e morale del lavoratore.

Ai fini dell’accertamento di responsabilità, il datore di lavoro non può invocare come fatto liberatorio l’aver delegato a terzi l’adempimento dell’obbligo di adottare tutte le misure di sicurezza necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro: egli resta infatti responsabile, a norma dell’art. 1228 del codice civile, la responsabilità civile per i fatti dolosi o colposi di costoro.

Consulenza legale ai tempi del Corona Virus

La situazione sanitaria è decisamente allarmante. Per quanto l’ultimo provvedimento Governativo sia scritto male da un punto di vista tecnico e contenga parecchie zone d’ombra, il messaggio che comunque è stato indirizzato a tutti i cittadini è chiaro: stare a casa.

Questo, tuttavia, non significa per noi liberi professionisti blocco totale. Anzi, è agevolato il lavoro con modalità smart working. Insomma, basta un computer e un telefono e noi professionisti intellettuali possiamo continuare ad operare.

Ovvio che la nostra attività risentirà di alcune limitazioni. Nel mio caso specifico di avvocato, la sospensione dei procedimenti in Tribunale e la limitazione degli accessi per le sole urgenze.

In questi giorni dunque dovrà essere privilegiato il lavoro di consulenza. Resto quindi a disposizione dei clienti, privati ed aziende, per evadere via mail o per telefono a richieste di consulenza.

Come gestire i finanziamenti in corso? Come gestire i rapporti di lavoro in essere? Come reperire forme di supporto all’attività economica? Come ripartire dopo la chiusura? 

Sono solo alcune domande che chi legge questo sito si starà ponendo in questi giorni di particolare allerta.

Per questi e altri quesiti è garantita assistenza mail e telefonica.

Per il momento sono sospesi sino a nuove indicazioni gli appuntamenti in studio.

Per inoltrare richieste di assistenza: info@avvocatocolzani.it

 

 

 

 

Preventivo servizi legali per aziende 2017

Lo Studio offre servizi ad hoc per le aziende.

Per informazioni sui costi e ricevere un dettaglio dei servizi, si invitano le aziende interessate a inoltrare una mail avente ad oggetto SERVIZI LEGALI AZIENDE all’indirizzo di studio info@avvocatocolzani.it

 

Nuova sezione del sito: richiedi il parere

E’ attiva la nuova sezione Primo consulto/Richiesta parere

Per richieste di un primo parere, senza appuntamento in studio, è possibile usufruire della form di contatto.

Il quesito dovrà essere formulato in maniera chiara e concisa, con indicazione di tutte le informazioni necessarie per l’analisi del caso.

Il primo parere viene rilasciato previo pagamento dei compensi stabiliti (vedi indicazioni nella pagina).

Se dal primo esame della questione si dovesse rendere necessario un approfondimento ulteriore, con esame di documentazione, verrete contatti per concordare un appuntamento in Studio.

 

Jobs Act

E’ stato recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D. Lgs.4 marzo 2015 n. 23 contenente le nuove disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge n. 183 del 2014 (c.d. Jobs Act).

Il nuovo contratto a tutele crescenti si applica, a far data dalla sua entrata in vigore (7 marzo 2015) ai lavoratori che verranno assunti con contratto a tempo indeterminato. Per questi lavoratori cambia la disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi, mentre per i lavoratori assunti prima dell’entrata in vigore del decreto restano valide le norme precedenti.

Se per i licenziamenti discriminatori e nulli intimati in forma orale resta la reintegrazione nel posto di lavoro così come previsto per tutti i lavoratori, per i licenziamenti disciplinari invece la reintegrazione rimane solo ove sia accertata “l’insussistenza del fatto materiale contestato”.

Negli altri casi, ovvero allorché si accerti che non ricorrano gli estremi del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, ovvero per i cosiddetti “licenziamenti ingiustificati”, viene introdotta una tutela risarcitoria certa, commisurata all’anzianità di servizio.

La regola applicabile ai nuovi licenziamenti è quella del risarcimento in misura pari a due mensilità per ogni anno di anzianità di servizio, con un minimo di 4 ed un massimo di 24 mesi.

Per evitare di andare in giudizio si potrà fare ricorso alla nuova conciliazione facoltativa incentivata:  il datore di lavoro può offrire una somma esente da imposizione fiscale e contributiva pari ad un mese per ogni anno di servizio, non inferiore a due e sino ad un massimo di diciotto mensilità. Con l’accettazione il lavoratore rinuncia alla causa.

Quanto ai licenziamenti collettivi il decreto stabilisce che, in caso di violazione delle procedure (art. 4, comma 12, legge 223/1991) o dei criteri di scelta (art. 5, comma 1), si applica sempre il regime dell’indennizzo monetario che vale per i licenziamenti individuali (da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mensilità). Nel caso di licenziamento collettivo che sia stato intimato senza l’osservanza della forma scritta la sanzione resta quella della reintegrazione.

Per le piccole imprese la reintegra resta solo per i casi di licenziamenti nulli e discriminatori e intimati in forma orale mentre negli altri casi di licenziamenti ingiustificati è prevista un’indennità crescente di una mensilità per anno di servizio con un minimo di 2 e un massimo di 6 mensilità.