Archivi categoria: PROPRIETA’ INTELLETTUALE

L’utilità di registrare un MARCHIO

Perché registrare un marchio di impresa?

Un buon motivo (non certo l’unico, naturalmente) è che il marchio registrato consente operazioni di sfruttamento commerciale dello stesso.

Il marchio è un bene che può essere ceduto, “affittato” e sfruttato al pari di ogni altro bene dell’azienda: tramite la cessione, la concessione di licenze, il merchandising, la sponsorizzazione, il franchising, l’azienda può incassare royalties ed ammortizzare i costi sostenuti.

Addirittura, può inoltre essere utilizzato per accedere a nuove fonti di finanziamento, quali strumenti finanziari tradizionali (mutui, leasing ecc.) o soluzioni strutturate, studiate specificatamente per le esigenze dell’impresa (ad esempio, cartolarizzazioni dei contratti di licenza).

Il valore che il marchio acquista nel tempo, infine, può rappresentare, da solo, una voce fondamentale del patrimonio societario iscrivibile a bilancio.

Proprietà intellettuale e METAVERSO

Segnalo interessante contributo su IL SOLE 24 ORE di oggi dal titolo Metaverso, prima di entrare occorre estendere la tutela a marchi virtuali e domini.

Condividendone i contenuti, invito a rivolgersi al mio studio per un check up preventivo delle implicazioni giuridiche e legali che il metaverso comporta, in particolar modo per quel che concerne la tutela dei marchi.

Novità in materia di Proprietà Intellettuale

E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri e passa ora al vaglio del Parlamento, il disegno di legge di revisione del Codice di proprietà industriale, inserito all’interno del Piano strategico di riforma del sistema della proprietà industriale. L’intervento mira a rafforzare la competitività tecnologica e digitale delle imprese e dei centri di ricerca nazionali facilitando e valorizzando la conoscenza, l’uso e la diffusione del sistema di protezione di brevetti al fine di incentivare gli investimenti e il trasferimento tecnologico delle invenzioni dal mondo della ricerca a quello produttivo.

Tra le novità introdotte 1) una maggiore semplificazione e digitalizzazione nelle procedure amministrative 2) la protezione temporanea di disegni e modelli nell’ambito delle fiere, 3) la possibilità di posticipare il pagamento delle tasse brevettuali riconoscendo la protezione fin dalla data di presentazione della domanda, 4) il rafforzamento del controllo preventivo sulle domande di brevetto utili per la difesa dello Stato, 5) il rafforzamento della tutela delle indicazioni geografiche e denominazioni di origine dei prodotti rispetto a fenomeni imitativi.

Procedimento europeo per le controversie di modesta entità

Trattasi di una procedura scritta semplificata e accelerata per la gestione delle controversie transfrontaliere* di modesta entità, che ha il pregio di ridurre le spese e garantire che le sentenze emesse in un paese dell’Unione europea (Unione) vengano automaticamente eseguite in un altro.

Tale procedimento trova disciplina nel Regolamento UE 861-2017.

Una interessante applicazione di tale procedimento riguarda un caso sul diritto d’autore. Il Tribunale di Roma con sentenza 05 Ottobre 2021, Giudice Postiglione, con la quale un soggetto è stato condannato su richiesta di una società straniera per la riproduzione non autorizzata su sito web di una fotografia, condotta che secondo il Tribunale costituisce violazione del diritto esclusivo dell’autore di comunicazione al pubblico dell’opera..

Marchi e brevetti: numeri in crescita

Rimando ai dati forniti dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che si trovano al seguente link: https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/domande-di-marchio-e-brevetto-nel-2021-crescono-i-depositi-rispetto-al-biennio-precedente

Marchio noto a fini parodistici: non è contraffazione!

Lo ha affermato con chiarezza la Corte di Cassazione con la sentenza n. 35166 del 31 luglio 2019: non si configura la contraffazione del marchio quando i prodotti oggetto di sequestro probatorio presentano un’indiscussa originalità risultando, ad esempio, caratterizzati da immagini create attraverso l’uso di marchi noti, non a fini “distintivi”, e dunque “imitativi”, ma piuttosto a fini “parodistici”, ovvero “artistici e descrittivi”

Fine 2021 – Inizio 2022

Tempo di bilanci, come ogni anno.

FORMAZIONE PROFESSIONALE 2021: Conseguito il perfezionamento universitario in Corporate Tax Governance; conseguito l’attestato come Esperto negoziatore della Crisi di Impresa; nominato Cultore della Materia in Diritto Fallimentare all’Università Bicocca; sono stato a Bruxelles ad approfondire il tema dei finanziamenti europei.

SERVIZI DI STUDIO 2021: Definiti i settori prevalenti di attività: consulenza bancaria e finanziaria, gestione della crisi, tutela della proprietà intellettuale, assitenza imprese e start up.

FORMAZIONE PROFESSIONALE 2022: mi sono già iscritto a un corso di Corso di Alta Formazione in Law & Tech. Non mancheranno gli approfondimenti sui temi della crisi e del contenzioso bancario, che rappresentano il business principale di studio. Intendo in particolare approfondire, quanto al diritto bancario e finanziario, il tema della blockchain e delle criptovalute.

NUOVI SERVIZI 2022: intendo sviluppare ed implementare alcune aree del diritto amministrativo, avuto in particolare riguardo al diritto degli enti locali.

Accordi di coesistenza tra marchi: cosa sono

Gli accordi di coesistenza tra marchi sono contratti atipici utilizzati per disciplinare i rapporti tra titolari di marchi identici o simili.

Essi possono avere ad oggetto, a titolo esemplificativo:

  1. limitazioni relative all’uso del marchio per determinate categorie di prodotti o servizi;
  2. limitazioni territoriali;
  3. limitazioni relative alle modalità di utilizzo del marchio;
  4. clausole di reciproca assistenza.

Per approfondimenti, è possibile richiedere una consulenza allo Studio.

Registrazione marchi: occhio alla truffa!

L’UIBM comunica di aver ricevuto negli ultimi giorni diverse segnalazioni circa nuove richieste ingannevoli di pagamento di somme di denaro che sarebbero state inviate tramite posta elettronica a soggetti richiedenti o titolari di marchi o brevetti.

In particolare, la richiesta ingannevole, proveniente da un indirizzo e-mail simile ma NON coincidente con quelli utilizzati dall’UIBM, si identifica in un sollecito di pagamento di una determinata somma di denaro, da effettuarsi perentoriamente entro una data indicata, al fine di istituire e garantire nel tempo la tutela giuridica del proprio titolo.

Per info e approfondimenti: https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/riprendono-i-tentativi-di-truffa-ai-danni-di-richiedenti-e-titolari-di-marchi-e-brevetti

PATENT BOX

Che cos’è

È un regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali, di marchi d’impresa (poi esclusi per le opzioni esercitate dopo il 31 dicembre 2016), di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

A cosa serve 

Consente a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore produttivo di appartenenza, incluse le stabili organizzazioni in Italia di residenti in Paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni è effettivo, la parziale detassazione dei proventi derivanti dallo sfruttamento dei citati beni immateriali.

Esclusioni

Sono escluse le società assoggettate alle procedure di fallimento, di liquidazione coatta amministrativa e di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi; in quest’ultimo caso, tuttavia, il beneficio spetta se la procedura è finalizzata alla continuazione dell’esercizio dell’attività economica. Inoltre, non possono accedere al regime agevolativo i contribuenti che determinano il reddito con metodologie diverse da quella analitica (regime forfetario, tonnage tax, società agricole che calcolano il reddito su base catastale, ecc.).

Aggiornamenti normativi – progetto in discussione

La maxi deduzione del 90% del nuovo patent box si potrà cumulare con il credito di imposta in ricerca e sviluppo. L’obiettivo perseguito dal Legislatore è quello di agevolare gli investimenti in ricerca sui beni già esistenti con il credito di imposta e di sostenere la ricerca sui nuovi beni immateriali con la super deduzione.