Il Garante del Contribuente

Lo Statuto del Contribuente, all’art. 13, prevede la figura del Garante del Contribuente, un organo monocratico il cui compito è di tutelare i diritti del contribuente e garantire un rapporto di fiducia tra cittadini e Amministrazione finanziaria.

Il Garante può richiedere documenti o chiarimenti agli uffici competenti e attivare le procedure di autotutela nei confronti di atti amministrativi di accertamento o di riscossione notificati al contribuente; rivolgere raccomandazioni ai dirigenti degli uffici ai fini della tutela del contribuente e della migliore organizzazione dei servizi; richiamare gli uffici al rispetto delle norme dello Statuto del contribuente o dei termini relativi ai rimborsi d’imposta; segnalare i casi di particolare rilevanza in cui le disposizioni vigenti o i comportamenti dell’Amministrazione sono suscettibili di determinare un pregiudizio ai contribuenti o conseguenze negative nei loro rapporti con l’Amministrazione; accedere agli uffici finanziari e controllare la funzionalità dei servizi di informazione e assistenza al contribuente.

La verifica fiscale da parte della Guardia di Finanza

Con il presente articolo viene introdotto un tema di particolare interesse per il contribuente: la verifica fiscale da parte della Guardia di finanza. Il mio Studio offre supporto al contribuente in occasione di verifiche fiscali da parte della Guardia di finanza in tutte le fasi in cui le stesse si articolano.

La verifica fiscale si articola nelle fasi di accesso, ricerca e ispezione documentale.

Perchè le operazioni siano legittime, gli agenti della Guardia di Finanza devono esibire l’ordine di accesso, ossia un particolare documento che autorizza l’attività di verifica fiscale.

Si ricordano di seguito i principi cui si deve uniformare l’attività di verifica fiscale, nel rispetto dei diritti del contribuente:

  1. inviolabilità della libertà personale;
  2. inviolabilità del domicilio;
  3. libertà dell’iniziativa privata economica.

Alcune conseguenze pratiche che derivano dall’applicazione dei predetti principi sono:

  1. divieto di perquisizione personale;
  2. divieto di procedere coattivamente, salvo autorizzazione del Procuratore della Repubblica, all’apertura di plichi sigillati, borse, casseforti, mobili o ripostigli chiusi a chiave;
  3. limiti al sequestro dei documenti e delle scritture contabili.