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Proprietà intellettuale e METAVERSO

Segnalo interessante contributo su IL SOLE 24 ORE di oggi dal titolo Metaverso, prima di entrare occorre estendere la tutela a marchi virtuali e domini.

Condividendone i contenuti, invito a rivolgersi al mio studio per un check up preventivo delle implicazioni giuridiche e legali che il metaverso comporta, in particolar modo per quel che concerne la tutela dei marchi.

Novità in materia di Proprietà Intellettuale

E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri e passa ora al vaglio del Parlamento, il disegno di legge di revisione del Codice di proprietà industriale, inserito all’interno del Piano strategico di riforma del sistema della proprietà industriale. L’intervento mira a rafforzare la competitività tecnologica e digitale delle imprese e dei centri di ricerca nazionali facilitando e valorizzando la conoscenza, l’uso e la diffusione del sistema di protezione di brevetti al fine di incentivare gli investimenti e il trasferimento tecnologico delle invenzioni dal mondo della ricerca a quello produttivo.

Tra le novità introdotte 1) una maggiore semplificazione e digitalizzazione nelle procedure amministrative 2) la protezione temporanea di disegni e modelli nell’ambito delle fiere, 3) la possibilità di posticipare il pagamento delle tasse brevettuali riconoscendo la protezione fin dalla data di presentazione della domanda, 4) il rafforzamento del controllo preventivo sulle domande di brevetto utili per la difesa dello Stato, 5) il rafforzamento della tutela delle indicazioni geografiche e denominazioni di origine dei prodotti rispetto a fenomeni imitativi.

Marchi e brevetti: numeri in crescita

Rimando ai dati forniti dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che si trovano al seguente link: https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/domande-di-marchio-e-brevetto-nel-2021-crescono-i-depositi-rispetto-al-biennio-precedente

Accordi di coesistenza tra marchi: cosa sono

Gli accordi di coesistenza tra marchi sono contratti atipici utilizzati per disciplinare i rapporti tra titolari di marchi identici o simili.

Essi possono avere ad oggetto, a titolo esemplificativo:

  1. limitazioni relative all’uso del marchio per determinate categorie di prodotti o servizi;
  2. limitazioni territoriali;
  3. limitazioni relative alle modalità di utilizzo del marchio;
  4. clausole di reciproca assistenza.

Per approfondimenti, è possibile richiedere una consulenza allo Studio.

PATENT BOX

Che cos’è

È un regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali, di marchi d’impresa (poi esclusi per le opzioni esercitate dopo il 31 dicembre 2016), di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

A cosa serve 

Consente a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore produttivo di appartenenza, incluse le stabili organizzazioni in Italia di residenti in Paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni è effettivo, la parziale detassazione dei proventi derivanti dallo sfruttamento dei citati beni immateriali.

Esclusioni

Sono escluse le società assoggettate alle procedure di fallimento, di liquidazione coatta amministrativa e di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi; in quest’ultimo caso, tuttavia, il beneficio spetta se la procedura è finalizzata alla continuazione dell’esercizio dell’attività economica. Inoltre, non possono accedere al regime agevolativo i contribuenti che determinano il reddito con metodologie diverse da quella analitica (regime forfetario, tonnage tax, società agricole che calcolano il reddito su base catastale, ecc.).

Aggiornamenti normativi – progetto in discussione

La maxi deduzione del 90% del nuovo patent box si potrà cumulare con il credito di imposta in ricerca e sviluppo. L’obiettivo perseguito dal Legislatore è quello di agevolare gli investimenti in ricerca sui beni già esistenti con il credito di imposta e di sostenere la ricerca sui nuovi beni immateriali con la super deduzione.

Bandi per contributi in ambito proprietà intellettuale

Si segnala la notizia pubblica sul sito dell’Uibm: https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/brevetti-marchi-e-disegni-assegnati-38-milioni-di-euro-nel-2021/brevetti-marchi-e-disegni-pubblicati-i-bandi-per-38-milioni-di-euro-di-contributi

Per approfondimenti, lo Studio resta a disposizione.

Marchi e brevetti – alcuni dati

Riporto quanto pubblicato dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi:

Nel corso del 2020 si è registrato un significativo incremento delle domande di brevetto nazionale depositate presso l’UIBM che conferma il trend in crescita già rilevato negli  anni precedenti.

Per la prima volta le domande di brevetto per invenzione industriale toccano e superano di poco la cifra di 11.000 domande (+ 878 rispetto al totale del 2019), mentre i brevetti richiesti per modello di utilità nel 2020 sono stati 2.396 con un incremento di 480 domande depositate.

In crescita anche il numero dei brevetti concessi dalla competente Divisione del Ministero che testimonia anche un aumento della produttività del personale impiegato nel rilascio dei relativi provvedimenti amministrativi, nonostante l’anno 2020 sia stato purtroppo caratterizzato dalla crisi pandemica e quindi dalla necessità di lavorare prevalentemente in modalità di smart working .

Il numero dei brevetti concessi per invenzione industriale è cresciuto nel 2020 del 6,3% rispetto al precedente anno (9.161 rispetto a 8.614), mentre il numero dei brevetti concessi per modello di utilità ha registrato addirittura un balzo del  30,3% (2.090 rispetto ai 1.603 concessi nel 2019).

Mediazioni in materia di proprietà intellettuale

Segnalo una interessante iniziativa della Camera Arbitrale di Milano che, nell’ottica di incentivare l’istituto della mediazione, ha previsto per il periodo dal 01 aprile al 31 luglio 2021 l’esenzione dei costi di deposito per le prime 10 domande di mediazione che verranno depositate in materia di marchi, brevetti, diritto d’autore, contratti di franchising e distribuzione, contratti relativi a software IT e quelli di produzione e distribuzione di format TV.

Marchi storici di interesse nazionale

A decorrere dal 16 aprile 2020 è possibile richiedere l’iscrizione del proprio marchio al registro dei marchi storici di interesse nazionale.

Requisiti e modalità di iscrizione sono stati definiti con apposito decreto Ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 07 aprile 2020-

Condizione necessaria per l’iscrizione è che il marchio sia registrato da almeno 50 anni e rinnovato con continuità nel tempo o, nel caso di marchio non registrato, che vi sia stato un uso effettivo e continuativo da almeno 50 anni, da comprovare.

Sei titolare di un marchio storico e vuoi avviare le pratiche per la registazione?

Contatta lo Studio scrivendo a info@avvocatocolzani.it

 

Ancora su marchi e brevetti – un’importante novità

Da Lunedì 2 febbraio 2015 è possibile trasmettere, direttamente da casa, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, le domande di brevetto, marchio e disegno industriale. La nuova modalità di deposito telematico consente di provvedere alla quantificazione e al pagamento delle tasse dovute tramite modello F24 e interagire rapidamente con l’Amministrazione. Il nuovo servizio, frutto della collaborazione tra la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e l’Agenzia delle Entrate, permetterà a l’utenza un risparmio sia in termini di costi sia il miglioramento delle informazioni e quindi la possibilità di avere un aggiornamento della banca dati sui titoli di proprietà industriale in tempo reale.