Bandi per contributi in ambito proprietà intellettuale

Si segnala la notizia pubblica sul sito dell’Uibm: https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/brevetti-marchi-e-disegni-assegnati-38-milioni-di-euro-nel-2021/brevetti-marchi-e-disegni-pubblicati-i-bandi-per-38-milioni-di-euro-di-contributi

Per approfondimenti, lo Studio resta a disposizione.

Marchi e brevetti – alcuni dati

Riporto quanto pubblicato dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi:

Nel corso del 2020 si è registrato un significativo incremento delle domande di brevetto nazionale depositate presso l’UIBM che conferma il trend in crescita già rilevato negli  anni precedenti.

Per la prima volta le domande di brevetto per invenzione industriale toccano e superano di poco la cifra di 11.000 domande (+ 878 rispetto al totale del 2019), mentre i brevetti richiesti per modello di utilità nel 2020 sono stati 2.396 con un incremento di 480 domande depositate.

In crescita anche il numero dei brevetti concessi dalla competente Divisione del Ministero che testimonia anche un aumento della produttività del personale impiegato nel rilascio dei relativi provvedimenti amministrativi, nonostante l’anno 2020 sia stato purtroppo caratterizzato dalla crisi pandemica e quindi dalla necessità di lavorare prevalentemente in modalità di smart working .

Il numero dei brevetti concessi per invenzione industriale è cresciuto nel 2020 del 6,3% rispetto al precedente anno (9.161 rispetto a 8.614), mentre il numero dei brevetti concessi per modello di utilità ha registrato addirittura un balzo del  30,3% (2.090 rispetto ai 1.603 concessi nel 2019).

Mediazioni in materia di proprietà intellettuale

Segnalo una interessante iniziativa della Camera Arbitrale di Milano che, nell’ottica di incentivare l’istituto della mediazione, ha previsto per il periodo dal 01 aprile al 31 luglio 2021 l’esenzione dei costi di deposito per le prime 10 domande di mediazione che verranno depositate in materia di marchi, brevetti, diritto d’autore, contratti di franchising e distribuzione, contratti relativi a software IT e quelli di produzione e distribuzione di format TV.

Marchi storici di interesse nazionale

A decorrere dal 16 aprile 2020 è possibile richiedere l’iscrizione del proprio marchio al registro dei marchi storici di interesse nazionale.

Requisiti e modalità di iscrizione sono stati definiti con apposito decreto Ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 07 aprile 2020-

Condizione necessaria per l’iscrizione è che il marchio sia registrato da almeno 50 anni e rinnovato con continuità nel tempo o, nel caso di marchio non registrato, che vi sia stato un uso effettivo e continuativo da almeno 50 anni, da comprovare.

Sei titolare di un marchio storico e vuoi avviare le pratiche per la registazione?

Contatta lo Studio scrivendo a info@avvocatocolzani.it

 

Ancora su marchi e brevetti – un’importante novità

Da Lunedì 2 febbraio 2015 è possibile trasmettere, direttamente da casa, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, le domande di brevetto, marchio e disegno industriale. La nuova modalità di deposito telematico consente di provvedere alla quantificazione e al pagamento delle tasse dovute tramite modello F24 e interagire rapidamente con l’Amministrazione. Il nuovo servizio, frutto della collaborazione tra la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione-Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e l’Agenzia delle Entrate, permetterà a l’utenza un risparmio sia in termini di costi sia il miglioramento delle informazioni e quindi la possibilità di avere un aggiornamento della banca dati sui titoli di proprietà industriale in tempo reale.

Tutela della Proprietà Intellettuale – Registrare un Marchio Nazionale

L’articolo 2569 del codice civile stabilisce al comma 1 che Chi ha registrato nelle forme stabilite dalla legge un nuovo marchio idoneo a distinguere prodotti o servizi ha diritto di valersene in modo esclusivo per i prodotti o servizi per i quali è stato registrato. Il marchio rappresenta uno strumento di identificazione dell’origine imprenditoriale di un prodotto nonché di definizione delle sue intrinseche qualità. Esso è un segno suscettibile di rappresentazione grafica: rientrano pertanto tra i marchi parole, disegni, cifre, lettere, le forme di un prodotto, particolari combinazioni e tonalità grafiche e anche suoni. Il Codice della Proprietà Intellettuale (D.Lgs. 30/2005) riconosce al marchio tre elementi caratterizzanti: il carattere di “novità”, la “capacità distintiva” e la “liceità”. Solo in presenza di questi tre caratteri il marchio può essere considerato registrabile – l’istruttoria è svolta dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi con sede a Roma. Prima di registrare un qualsiasi marchio (sostenendone i costi per la parte burocratica) è pertanto bene avvalersi del consulto di un professionista per valutare la possibilità di registrazione, anche alla luce di eventuali marchi concorrenti già registrati e che possano essere ritenuti “confondibili” con il marchio che si intende registrare. La prima caratteristica che viene verificata da parte dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi è la novità del marchio, ossia l’assenza sul mercato di un segno identico o simile utilizzato per contraddistinguere gli stessi prodotti e servizi del marchio per cui si chiede la registrazione. La seconda caratteristica è la capacità distintiva del marchio ossia la capacità di consentire al consumatore una individuazione agevole del prodotto o servizio tra quelli immessi sul mercato da altre imprese. Da ultimo il marchio deve soddisfare il requisito della liceità, ossia la conformità all’ordine pubblico e al buon costume. La registrazione del marchio vale per dieci anni ed è rinnovabile. Il titolare del marchio registrato può fare uso esclusivo del marchio, vietando così a terzi l’utilizzo a) di un segno identico o simile al marchio per prodotti o servizi identici a quelli per cui esso è stato registrato; b) di un segno identico o simile al marchio registrato, per prodotti o servizi identici o affini, se a causa dell’identità o somiglianza fra i segni o i prodotti possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico; c) di un segno identico o simile al marchio registrato per prodotti o servizi non affini, se il marchio registrato goda nello Stato di rinomanza e se l’uso del segno senza giusto motivo consente di trarre indebitamente vantaggio dal carattere distintivo o della rinomanza o reca pregiudizio agli stessi.