Messaggistica: quale valore a processo?

Il valore legale della messaggistica è subordinato all’acquisizione del supporto telematico che contiene la conversazione. Nessuna preclusione pertanto per conversazioni a mezzo sms o social. La prova può essere acquisita coi seguenti mezzi:

  1. screenshot;
  2. trascrizione delle conversazioni;
  3. interrogatorio formale
  4. prova per testi

Si noti bene. In caso di contestazione della trascrizione delle conversazioni, è possibile richiedere una perizia tecnica sulla veridicità della trascrizione. Verrà dunque nominato dal giudice un Ctu che procederà a una verifica sul supporto di telefonia mobile.

Enti Locali

Dopo l’esperienza 2011-2016 riprendo nuovamente la mia esperienza istituzionale come Consigliere Comunale. L’esperienza, oltre che stimolante da un punto di vista personale, rappresenta anche una occasione per approfondire e studiare meglio le tematiche amministrative, con conseguente introduzione di nuovi servizi di consulenza per i clienti dello studio.

Bandi per contributi in ambito proprietà intellettuale

Si segnala la notizia pubblica sul sito dell’Uibm: https://uibm.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/brevetti-marchi-e-disegni-assegnati-38-milioni-di-euro-nel-2021/brevetti-marchi-e-disegni-pubblicati-i-bandi-per-38-milioni-di-euro-di-contributi

Per approfondimenti, lo Studio resta a disposizione.

Operazioni in criptovaluta

La seconda sezione della Cassazione Penale con la sentenza n.26807/2020 ha chiarito che le valute virtuali sono prodotti di investimento e che in quanto tali le stesse sono assoggettabili alla normativa in materia di strumenti finanziari.

Ne consegue che “laddove la vendita di bitcoin sia reclamizzata come una vera e propria proposta di investimento, trattasi di attività soggetta agli adempimenti di cui agli artt. 91 e seguenti TUF”.

L’omissione di detti adempimenti integra la sussistenza del reato di abusivismo finanziario di cui all’art. 166 comma 1 lettera c) TUF.

Le principali attività dello studio

In vista della ripresa di settembre, si offre alla clientela un riepilogo delle principali attività implementate durante questi anni di professione e che costituiscono oggi l’ambito operativo principale dello studio:

  • riabilitazione titoli protestati;
  • gestione segnalazioni in centrale rischi;
  • trattative con istituti di credito per negoziazione/rinegoziazione contratti di finanziamento;
  • prodotti postali, in particolare buoni fruttiferi e polizze vita;
  • gestione NPL;
  • contenzioso fiscale;
  • marchi e brevetti.

Per appuntamenti in studio o richieste di consulenza on line, si invita la clientela a scrivere al seguente indirizzo: info@avvocatocolzani.it

Reato di omessa dichiarazione e rapporto col commercialista

Commette il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni annuali dei redditi e IVA il contribuente che, dopo essersi affidato a un commercialista, omette di verificare l’invio da parte di quest’ultimo della dichiarazione ovvero ad accertare l’esistenza di ulteriori adempimenti, a maggior ragione se trattasi di comportamento ripetuto in più periodi di imposta. Del resto, l’invio della dichiarazione è considerato dalla norma tributaria come un dovere personale e non derogabile.

Ai fini dell’elemento soggettivo, nella fattispecie del dolo specifico di evasione, oltre alla violazione dell’obbligo dichiarativo, alla “culpa in vigilando” sull’operato del professionista, occorre anche verificare la sussistenza di elementi fattuali dimostrativi che il soggetto obbligato ha consapevolmente preordinato l’omessa dichiarazione all’evasione dell’imposta per quantità superiori alla soglia di rilevanza penale.

Consob su Binance

Si riporta direttamente dal sito di Consob (comunicato stampa 15 luglio 2021):

COMUNICATO STAMPA

La Consob avverte i risparmiatori che le Società del “Gruppo Binance” non sono autorizzate a prestare servizi e attività di investimento in Italia, nemmeno tramite il sito http://www.binance.com le cui sezioni denominate “derivatives” e “Stock Token“, relative a strumenti correlati a cripto-attività, sono risultate in precedenza redatte anche in lingua italiana.

Si richiama, quindi, l’attenzione del pubblico su tale circostanza e si invitano, più in generale, i risparmiatori a usare la massima diligenza al fine di effettuare in piena consapevolezza le scelte di investimento verificando preventivamente che i siti internet mediante i quali si effettua l’investimento siano riconducibili a soggetti autorizzati.

Si invita, inoltre, a prestare la massima cautela nell’effettuare operazioni su strumenti correlati a cripto-attività (crypto-asset) che possono comportare la perdita integrale delle somme di denaro utilizzate e si raccomanda di attenersi sempre alla regola generale di considerare l’adesione a proposte contrattuali solo quando se ne abbia un’adeguata comprensione e solo quando siano assistite da informazioni chiare e complete anche sull’identità della controparte contrattuale che si propone eventualmente come prestatore di un servizio.

È, in ogni caso, importante che i risparmiatori siano informati che le operazioni su strumenti correlati a cripto-attività possono presentare rischi non immediatamente percepibili, per la loro complessità, per l’elevata volatilità dei prezzi di tali strumenti nonché per i malfunzionamenti e gli attacchi informatici cui possono essere soggette le infrastrutture informatiche utilizzate per tali operazioni.

Criptovalute e contenzioso – i primi casi

E’ recente la notizia di un contenzioso promosso dal alcuni trader nei confronti di Binance in relazione a disguidi della piattaforma che avrebbe impedito ai traders, in un momento estremamente delicato per il mercato delle criptovalute (in occasione di alcune dichiarazioni diElon Musk cui seguì una spaventosa volatilità del mercato al rialzo), di accedere al loro account dove avevano delle posizioni aperte in negoziazioni di future di criptovalute.

Questa falla di sistema, in realtà, non sarebbe stata l’unica.

Non solo. Sembrerebbe addirittura che Binance abbia offerto servizi di trading in strumenti finanziari, – come i Futures – senza essere autorizzato in Europa ad operare come impresa di investimento in conformità con il quadro stabilito dalla direttiva 2014/65/UE (la “MiFID 2″) e che nessuna licenza equivalente è stata concessa a Binance per svolgere tali servizi in altre giurisdizioni non UE, come, ad esempio, in Svizzera”