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Autore: avvocatocolzani
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Dalla logica sanzionatoria alla fiducia reciproca
Il D. Lgs. 103/2024 interviene sul sistema dei controlli alle imprese in materia di sicurezza, specialmente per quel che riguarda le attività a rischio basso, introducendo un nuovo approccio che, come da titolo di questo post, vuole passare dalla tradizionale logica sanzionatoria alla precenzione degli illeciti sulla base di una fiducia reciproca volta a incentivare i comportamenti virtuosi in ottica di premialità.
Un segnale di apertura verso le aziende, nell’ottica di non ostacolarne l’attività e agevolare il rapporto con la burocrazia ma al contempo un importante richiamo alla RESPONSABILITA’ dei datori di lavoro.
I controlli dunque si fonderanno d’ora in poi sul principio della fiducia nell’azione legittima, trasparente e corretta delle amministrazioni che programmano e svolgono i controlli, nonchè dei principi di efficacia, efficienza e proporzionalità, tenendo conto delle informazioni già in possesso delle amministrazioni competenti in modo da minimizzare le richieste documentali secondo il criterio del MINIMO SACRIFICIO ORGANIZZATIVO PER IL SOGGETTO CONTROLLATO.
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Contratti, Compliance, Crisi
Le tre C dello Studio: Contrattualistica, Compliance, Crisi.
Contrattualistica: assistenza a privati ed aziende nelle fasi di negoziazione, predisposizione, interpretazione ed esecuzione dei contratti.
Compliance: assistenza alle aziende sui temi di sicurezza del lavoro, privacy, 231 e fiscali.
Crisi: consulenza ed assistenza in prevenzione per tutte le situazioni di crisi, aziendale, personale, familiare.
Per contatti: info@avvocatocolzani.it
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RIFORMA COSTITUZIONALE – LE CRISI DI GOVERNO
La riforma prevede tre ipotesi, con la finalità di evitare il fenomeno dei governi tecnici e garantire il rispetto della volontà popolare come manifestata alle urne da un lato e della continuità/stabilità dei governi dall’altro.
Prima ipotesi: In caso di revoca della fiducia al presidente del Consiglio eletto, mediante mozione motivata, il presidente della Repubblica scioglie le Camere.
Seconda ipotesi: In caso di dimissioni del presidente del Consiglio eletto (per esempio in caso di mancata fiducia su un provvedimento, ndr) previa informativa parlamentare, questi può proporre, entro sette giorni, lo scioglimento delle Camere al presidente della Repubblica, che lo dispone.
Terza ipotesi: Qualora non eserciti tale facoltà e nei casi di morte, impedimento permanente, decadenza, il Presidente della Repubblica può conferire, per una sola volta nel corso della legislatura, l’incarico di formare il governo al presidente del Consiglio dimissionario o a un altro parlamentare eletto in collegamento con il presidente del Consiglio.
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RIFORMA COSTITUZIONALE – PERCHE’ PREMIERATO
Spesso si dice impropriamente che i cittadini italiani hanno scelto il loro premier. In realtà oggi non è propriamente così. Si votano i partiti, si votano le coalizioni, la maggioranza si forma in Parlamento. Il candidato premier viene individuato nell’ambito della maggioranza parlamentare e nominato poi ai sensi dell’art. 92 Cost. dal Presidente della Repubblica.
In caso di crisi di governo, il Presidente della Repubblica oggi è tenuto a verificare se in parlamento vi possa essere ancora una maggioranza e se la stessa sia o meno in grado di indicare un nuovo premier.
Col Premierato si vogliono evitare i c.d. “giochi di palazzo”, valorizzando la sovranità popolare e rimettendo al cittadino la scelta del Premier. Nella più recente prassi i partiti e le coalizioni hanno preso già l’abitudine di indicare preventivamente il nome del candidato premier (addirittura inserendolo nei loghi di partito/coalizione).
La riforma del Premierato va a incidere sui rapporti tra corpo elettorale, parlamentari e Presidente della Repubblica. Non si può negare che uno dei pregi di tale riforma sia dato da una maggiore trasparenza e linearità: il cittadino vota una determinata maggioranza politica e il suo leader, così come già avviene per esempio allorchè si vota il Sindaco del proprio comune.
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RIFORME COSTITUZIONALI – ANCORA SUL METODO
Il tema delle riforme non può e non deve essere strumentalizzato con lo spauracchio della deriva fascista. Nè tantomeno la riforma costituzionale deve assecondare il populismo. Soprattutto la riforma costituzionale non dovrebbe dividere le parti ma unirle. Lo spirito costituente deve essere di unione e leale collaborazione. Lo scopo della costituzione è fissare le regole istituzionali, che devono essere il più possibile condivise.
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RIFORME COSTITUZIONALI – ULTERIORE PREMESSA METODOLOGICA
Sono stato da giurista tra i convinti sostenitori della Riforma Costituzionale voluta da Matteo Renzi. Una riforma che reputo più organica dell’attuale ma che è stata spiegata male ai cittadini, non ottenendo dunque la conferma del referendum. Con altrettanta convinzione sostengo la riforma del Premierato. Pur riconoscendo, come feci per la riforma Renzi, qualche criticità dal punto di vista tecnico, la ritengo un buon punto di partenza per cambiare l’assetto istituzionale. Si può fare di più e meglio soprattutto a livello di tecnica normativa. Ma gli elementi positivi superano le criticità.
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RIFORME COSTITUZIONALI – PREMESSA METODOLOGICA
Da Giurista ritengo che non vi sia niente di male ad aggiornare la nostra costituzione. Le battaglie di principio di chi afferma che “la costituzione non si tocca” devono essere ridimensionate e portate alla giusta dimensione. Ciò che è e deve rimanere intangibile sono i principi, i valori fondanti la costituzione repubblicana. Nulla quaestio. Ciò su cui invece si può e si deve ragionare in maniera seria è la modifica del c.d. Ordinamento della Repubblica. Senza nulla togliere alla elaborazione teorica e al gran lavoro dei padri costituenti che hanno congegnato un brillante sistema di pesi e contrappersi, non possiamo negare che alla prova della storia e dei fatti questo sistema istituzionale è oggi troppo “pesante” e non consente di dare pronte risposte alle esigenze di una società che viaggia sempre più veloce. La storia politica italiana ci ha altresì abituato a distorsioni del sistema su cui si rende necessario, inevitabile intervenire. Con questo spirito e con questo metodo si può e si deve ragionare di modifiche alla costituzione.
