Anche il processo penale diventa telematico

Dal 9 marzo 2020 al 30 giugno 2020 le udienze penali che non richiedono la partecipazione di soggetti diversi dal pubblico ministero, dalle parti private e dai rispettivi difensori, dagli ausiliari del giudice, da ufficiali o agenti di polizia giudiziaria, da interpreti, consulenti o periti possono svolgersi mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia. Lo svolgimento dell’udienza avviene con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti.

Anche con riguardo alla fase delle indagini preliminari  il pubblico ministero e il giudice possono avvalersi di collegamenti da remoto, individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, per compiere atti che richiedono la partecipazione della persona sottoposta alle indagini, della persona offesa, del difensore, di consulenti, di esperti o di altre persone, nei casi in cui la presenza fisica di costoro non può essere assicurata senza mettere a rischio le esigenze di contenimento della diffusione del virus COVID-19. Le persone chiamate a partecipare all’atto sono tempestivamente invitate a presentarsi presso il più vicino ufficio di polizia giudiziaria, che abbia in dotazione strumenti idonei ad assicurare il collegamento da remoto. Presso tale ufficio le persone partecipano al compimento dell’atto in presenza di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria, che procede alla loro identificazione. Il compimento dell’atto avviene con modalità idonee a salvaguardarne, ove necessario, la segretezza e ad assicurare la possibilità per la persona sottoposta alle indagini di consultarsi riservatamente con il proprio difensore. Il difensore partecipa da remoto mediante collegamento dallo studio legale, salvo che decida di essere presente nel luogo ove si trova il suo assistito. Il pubblico ufficiale che redige il verbale darà atto nello stesso delle modalità di collegamento da remoto utilizzate, delle modalità con cui si accerta l’identità dei soggetti partecipanti e di tutte le ulteriori operazioni, nonché della impossibilità dei soggetti non presenti fisicamente di sottoscrivere il verbale.

Corona Virus – i provvedimenti del Governo

Nel rimandare al comunicato stampa del Governo che riassume le principali misure adottate nella giornata di ieri, mi soffermo in questa sede in particolare sulla misura che introduce la sanzione amministrativa per chi violi i divieti di circolazione. Tale misura viene introdotta in sostituzione delle sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.

Non è dunque più automatica la contestazione dell’art. 650 c.p. L’art. 650 c.p. prevedeva quali sanzioni l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a duecentosei euro  con conseguente apertura di procedimento penale.

Si tratta di una misura importante, soprattutto in ottica deflattiva del carico giudiziario (numerosi sarebbero stati altrimenti i procedimenti penali di cui le Procure avrebbero dovuto farsi carico).

Ciò posto, l’invito è sempre quello di rimanere in casa, muoversi solo per comprovate ed urgenti necessità.

E ricordatevi l’autocertificazione.

Consulenza legale ai tempi del Corona Virus

La situazione sanitaria è decisamente allarmante. Per quanto l’ultimo provvedimento Governativo sia scritto male da un punto di vista tecnico e contenga parecchie zone d’ombra, il messaggio che comunque è stato indirizzato a tutti i cittadini è chiaro: stare a casa.

Questo, tuttavia, non significa per noi liberi professionisti blocco totale. Anzi, è agevolato il lavoro con modalità smart working. Insomma, basta un computer e un telefono e noi professionisti intellettuali possiamo continuare ad operare.

Ovvio che la nostra attività risentirà di alcune limitazioni. Nel mio caso specifico di avvocato, la sospensione dei procedimenti in Tribunale e la limitazione degli accessi per le sole urgenze.

In questi giorni dunque dovrà essere privilegiato il lavoro di consulenza. Resto quindi a disposizione dei clienti, privati ed aziende, per evadere via mail o per telefono a richieste di consulenza.

Come gestire i finanziamenti in corso? Come gestire i rapporti di lavoro in essere? Come reperire forme di supporto all’attività economica? Come ripartire dopo la chiusura? 

Sono solo alcune domande che chi legge questo sito si starà ponendo in questi giorni di particolare allerta.

Per questi e altri quesiti è garantita assistenza mail e telefonica.

Per il momento sono sospesi sino a nuove indicazioni gli appuntamenti in studio.

Per inoltrare richieste di assistenza: info@avvocatocolzani.it

 

 

 

 

Diritto Penale Tributario

Col 2020 lo Studio intende coltivare e potenziare l’assistenza in ambito fiscale e tributario, garantendo tutela del contribuente anche in ambito penale.

Per appuntamenti e richieste di parere: info@avvocatocolzani.it

Omessa dichiarazione: responsabilità

Il reato di omessa presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette o Iva, come configurato dall’art. 5 del d.lgs. 74/2000, è configurabile sia nei confronti dell’amministratore di fatto, sia verso l’amministratore di diritto, il quale, come mero prestanome, risponde a titolo di concorso per omesso impedimento dell’evento.

Ripresa attività e nuovi settori

Riprendono da oggi le attività di studio.

Con il mese di settembre intendo implementare, oltre ai tradizionali settori di studio (gestione della crisi, contenzioso bancario, esecuzioni e procedure) i seguenti nuovi settori:

  • diritto penale, con specifico riguardo ai reati economici;
  • diritto degli appalti.

Appalti – ancora in tema di esclusione

Non basta il rinvio a giudizio chiesto per violazione della Legge 231, nel caso in cui l’ex amministratore sia accusato di corruzione e turbata libertà degli incanti, per giustificare l’esclusione dalla gara: così si è espressa la sentenza 897/19 del Tar Lombardia sez. I.

Di fronte alla richiesta del pubblico ministero di rinvio a giudizio, l’amministrazione può decidere di estromettere l’impresa dalla procedura, purchè fornisca un’adeguata spiegazione circa l’esercizio dei più ampi poteri discrezionali che le sono riconosciuti.

In tal senso è da ritenersi del tutto insufficiente la comunicazione imposta dalla legge 241/90 con cui la PA, nel caso di specie il comune, escludeva la società dai lavori di bonifica dell’area dall’amianto limitandosi a ricordare che pendeva una richiesta di rinvio a giudizio.

E’ onere della PA motivare perchè i fatti contestati a società e amministratore siano idonei a determinare l’esclusione dalla gara, non potendo la PA appiattirsi sull’indagine penale.

Gestore della Crisi: responsabilità penali

L’art. 16 della legge n. 3/2012 contiene una ipotesi di reato proprio a carico dell’OCC o del professionista ex art. 15 co. 9.

Il componente dell’organismo di composizione della crisi, ovvero il professionista di cui all’articolo 15, comma 9, che rende false attestazioni in ordine alla veridicita’ dei dati contenuti nella proposta o nei documenti ad essa allegati, alla fattibilita’ del piano ai sensi dell’articolo 9, comma 2, ovvero nella relazione di cui agli articoli 9, comma 3-bis, 12, comma 1 e 14-ter, comma 3, e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 1.000 a 50.000 euro. La stessa pena si applica al componente dell’organismo di composizione della crisi, ovvero al professionista di cui all’articolo 15, comma 9, che cagiona danno ai creditori omettendo o rifiutando senza giustificato motivo un atto del suo ufficio.

TALE E QUALE LA PREVISIONE SANZIONATORIA DI CUI ALL’ART. 344 DEL NUOVO CODICE DELLA CRISI!

 

Nuova sezione del sito: richiedi il parere

E’ attiva la nuova sezione Primo consulto/Richiesta parere

Per richieste di un primo parere, senza appuntamento in studio, è possibile usufruire della form di contatto.

Il quesito dovrà essere formulato in maniera chiara e concisa, con indicazione di tutte le informazioni necessarie per l’analisi del caso.

Il primo parere viene rilasciato previo pagamento dei compensi stabiliti (vedi indicazioni nella pagina).

Se dal primo esame della questione si dovesse rendere necessario un approfondimento ulteriore, con esame di documentazione, verrete contatti per concordare un appuntamento in Studio.

 

La Crisi di Impresa e il progetto Rordorf

La Commissione Rordorf ha riscritto interamente la disciplina delle procedure concorsuali attraverso l’introduzione di meccanismi di allerta per l’emersione tempestiva delle crisi aziendali, della limitazione del ricorso al concordato preventivo, dell’estensione della possibilità di accesso all’accordo di ristrutturazione dei debiti con gli intermediari finanziari introdotto dal D.L. 83/2015 e la definizione di una specifica disciplina della crisi dei gruppi d’imprese.

I lavori della Commissione sono stati recepiti dal Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera al disegno di legge delega per la riforma e il riordino delle procedure concorsuali.

Tra le novità si segnalano:

  • Specializzazione dei Giudici e Tribunali delle Imprese
  • Procedura extragiudiziale di allerta e di composizione assistita della crisi
  • Interventi in materia di accordi di ristrutturazione
  • Interventi in materia di concordato preventivo
  • Potenziamento delle procedure di esdebitazione

Per ogni argomento seguiranno specifici approfondimenti nei prossimi post.