L’utilità di registrare un MARCHIO

Perché registrare un marchio di impresa?

Un buon motivo (non certo l’unico, naturalmente) è che il marchio registrato consente operazioni di sfruttamento commerciale dello stesso.

Il marchio è un bene che può essere ceduto, “affittato” e sfruttato al pari di ogni altro bene dell’azienda: tramite la cessione, la concessione di licenze, il merchandising, la sponsorizzazione, il franchising, l’azienda può incassare royalties ed ammortizzare i costi sostenuti.

Addirittura, può inoltre essere utilizzato per accedere a nuove fonti di finanziamento, quali strumenti finanziari tradizionali (mutui, leasing ecc.) o soluzioni strutturate, studiate specificatamente per le esigenze dell’impresa (ad esempio, cartolarizzazioni dei contratti di licenza).

Il valore che il marchio acquista nel tempo, infine, può rappresentare, da solo, una voce fondamentale del patrimonio societario iscrivibile a bilancio.

Proprietà intellettuale e METAVERSO

Segnalo interessante contributo su IL SOLE 24 ORE di oggi dal titolo Metaverso, prima di entrare occorre estendere la tutela a marchi virtuali e domini.

Condividendone i contenuti, invito a rivolgersi al mio studio per un check up preventivo delle implicazioni giuridiche e legali che il metaverso comporta, in particolar modo per quel che concerne la tutela dei marchi.

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Eredità e svincolo del conto corrente: cosa occorre

Possono chiedere lo svincolo del conto del de cuius gli eredi, i legatari e i loro aventi causa. Ognuno dei partecipanti alla comunione ereditaria può agire separatamente per la parte di credito corrispondente alla sua quota ereditaria.

Di seguito l’elenco dei principali documenti che gli Istituti di Credito chiedono per lo svincolo del conto corrente sono:

  • il certificato di morte del titolare del conto;
  • il testamento pubblicato;
  • l’atto di notorietà;
  • la dichiarazione di successione con l’individuazione di tutti i successibili e la precisazione della posizione successoria di ognuno.

Lavori edili e accessi ispettivi

Con una recente sentenza (n. 502/2022) la Corte d’Appello di Lecce ha riconosciuto la legittimità dell’ordinanza ingiunzione emessa nel 2017 dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Brindisi nei confronti dei proprietari di un’abitazione nella quale erano stati eseguiti lavori edili impiegando manodopera in nero. I fatti risalgono al 2016, quando personale dell’ITL di Brindisi effettuò un accesso ispettivo nel giardino di un’abitazione nella quale erano in corso lavori edili. Alla presenza del proprietario, venne accertato dei sei operai impiegati nei lavori, cinque erano “in nero”. All’ispezione era seguito, nel 2017, un provvedimento di ingiunzione, rispetto al quale il proprietario dell’immobile aveva proposto ricorso.

La Corte di Appello di Lecco, accogliendo il ricorso presentato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dall’Ispettorato territoriale del Lavoro di Brindisi, ha stabilito che “… l’area destinata a cantiere edile, pur se di proprietà privata, non è qualificabile come luogo di privata dimora né come luogo in cui si svolgono attività destinate a rimanere riservate, trattandosi piuttosto di luogo aperto al pubblico, tant’è che gli ispettori del lavoro accedevano liberamente senza chiedere autorizzazione alcuna”.

Quando e perchè rivolgersi al mio Studio

  1. Revisione contratti bancari, rinegoziazione dei rapporti in essere, analisi condizioni economiche mutui e finanziamenti; ricerca anomalie (usura, anatocismo, trasparenza);
  2. Contenzioso Prodotti Postali bancari e assicurativi;
  3. Questioni giuridiche connesse al mondo Cripto;
  4. Gestione crisi aziendale;
  5. Consulenza Patrimoniale;
  6. Sovraindebitamento e Procedure Concorsuali
  7. Procedure esecutive Immobiliari

Per contattarmi mandare una mail a info@avvocatocolzani.it o una richiesta di contatto su WhatsApp Business al 340.2984829

Truffe bancarie: il Vishing

La truffa bancaria nota come Vishing consiste in una falsa chiamata da un sedicente operatore della banca con l’intento di ottenere i dati sensibili del conto home banking dell’utente.

Esempio concreto. Il cliente riceve una telefonata da un ignoto interlocutore, che si qualifica come funzionario della banca, e invita telefonicamente l’utente a digitare alcuni dati o ad autorizzare operazioni sull’applicazione home banking.

Cosa fare in questi casi: avvertire subito la banca.

Ricorda che:  tutte le perdite derivanti da operazioni di pagamento non autorizzate sono imputabili al cliente che abbia agito in modo fraudolento o non abbia adempiuto agli obblighi concernenti l’utilizzo dello strumento di pagamento contrattualmente previsti.

Novità in materia di Proprietà Intellettuale

E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri e passa ora al vaglio del Parlamento, il disegno di legge di revisione del Codice di proprietà industriale, inserito all’interno del Piano strategico di riforma del sistema della proprietà industriale. L’intervento mira a rafforzare la competitività tecnologica e digitale delle imprese e dei centri di ricerca nazionali facilitando e valorizzando la conoscenza, l’uso e la diffusione del sistema di protezione di brevetti al fine di incentivare gli investimenti e il trasferimento tecnologico delle invenzioni dal mondo della ricerca a quello produttivo.

Tra le novità introdotte 1) una maggiore semplificazione e digitalizzazione nelle procedure amministrative 2) la protezione temporanea di disegni e modelli nell’ambito delle fiere, 3) la possibilità di posticipare il pagamento delle tasse brevettuali riconoscendo la protezione fin dalla data di presentazione della domanda, 4) il rafforzamento del controllo preventivo sulle domande di brevetto utili per la difesa dello Stato, 5) il rafforzamento della tutela delle indicazioni geografiche e denominazioni di origine dei prodotti rispetto a fenomeni imitativi.

Verso una regolamentazione delle criptovalute?

*CONTRIBUTO A CURA DELLA DR.SSA ARIANNA PROSERPIO*

Con il disegno di legge N. 2572 della XVIII LEGISLATURA di iniziativa della senatrice Elena Botto – Disposizioni fiscali in materia di valute virtuali e disciplina degli obblighi antiriciclaggio il Legislatore nazionale si propone di regolamentare le valute virtuali per accellerarne la diffusione nel campo dei finanziamenti in capitale di rischio e degli investimenti delle imprese.Il disegno di legge definisce la valuta virtuale come una rappresentazione di valore digitale che non è emessa o garantita da una banca centrale o da un ente pubblico, non è necessariamente legata a una valuta legalmente istituita, non possiede lo status giuridico di valuta o moneta, ma è accettata da persone fisiche e giuridiche come mezzo di scambio e può essere trasferita, memorizzata e scambiata elettronicamente (art. 1 comma 2 lett. a – 2 ddl).L’art. 2 del disegno di legge si occupa delle Misure fiscali in materia di valute virtuali prevedendo modifiche: 

  • agli artt. 44 (Redditi di capitale), 67 (Redditi diversi) e 68 (Plusvalenze) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR n. 917/1986);all’art. 4 comma 3 – Dichiarazione annuale per gli investimenti e le attività – del DL n. 167/1990 (Rilevazione a fini fiscali di taluni trasferimenti da e per l’estero di denaro, titoli e valori); all’art. 19 – Disposizioni in materia di  imposta  di  bollo  su  conti  correnti, titoli, strumenti e prodotti finanziari nonché su valori “scudati” e su attività finanziarie e immobili detenuti all’estero – del DL n. 201/2011 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici).

In particolare, al fine di stabilire l’imponibilità ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fi­siche delle plusvalenze derivanti da opera­zioni che comportano il pagamento o la conversione in euro o in valute estere si fa riferimento art. 2 comma 1 lett. b – 3 ddl: l’imponibilità è subordinata alla condizione che il contribuente possieda valute virtuali per un controvalore superiore a 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui.Si prevede, inoltre, l’introduzione di una norma di ridetermina­zione dei valori di acquisto delle valute virtuali su base opzionale: il contribuente potrà versare un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi basata su aliquote progressive e ottenere così il riconoscimento fiscale, quale valore di acquisto, del valore al 1° gennaio 2022. Il comma 11 prevede un’esimente da sanzioni per l’omesso monitoraggio fiscale nei periodi d’imposta precedenti a quello in cui è posta in essere la rideterminazione dei valori, a condizione che nella dichiarazione dei redditi relativa al 2021 presentata nel 2022 il contribuente provveda ad indicare le valute virtuali interessate nel quadro RW per il monitoraggio fiscale e adotti a tal fine (…) il nuovo valore rideterminato quale controvalore di riferimento