F.a.q. 1 sul Sovraindebitamento

F.A.Q. SUL SOVRAINDEBITAMENTO

a cura dell’Avv. Edoardo Colzani e del Dott. Stefano Congiusti

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La legge sul sovraindebitamento 03/2012 può essere utile alle SRL sotto le soglie indicate dalla Legge Fallimentare?

No, la norma escluda dal suo utilizzo i soggetti ASSOGGETTABILI al fallimento. Per quanto la srl nonostante non sia fallibile, è un soggetto con potenziale fallimentare e quindi escluda dalla legge 03/2012.

Ho letto/sentito che la legge 03/2012 garantisce stralci anche del 90/95%,  è possibile?

È possibile, ma difficilmente verosimile. Lo stralcio dei crediti esiste, ma ha modalità e forme che variano molto da caso a caso. L’opportunità di stralci così alti è rara.

Ho una società, mi accollo tutti i debiti per poi esdebitarmi, è possibile?

Per quanto si possa fare una valutazione in merito, si pone una problematica di meritevolezza, legata alla genesi del sovraindebitamento.

Ho accettato l’eredità con beneficio di inventario. Prima di accettare, posso riassumere una procedura di esdebitazione in precedenza aperta dal de cuius e poi interrotta?

Per quanto non esista giurisprudenza in merito e salvo diversa indicazione dalla stessa,  il parere è pressoché negativo. La normativa non fornisce indicazioni a riguardo, conseguentemente al momento non è fattibile.

Per ulteriori informazioni, scarica la nostra guida

SI PRECISA CHE LE F.A.Q. VERRANNO PERIODICAMENTE AGGIORNATE, IN CONSIDERAZIONE DEI MUTAMENTI NORMATIVI E GIURISPRUDENZIALI. LA PRIMA VERSIONE DELLE F.A.Q. E’ AGGIORNATA ALLA DATA DELL’11.04.2018.

Il Garante del Contribuente

Lo Statuto del Contribuente, all’art. 13, prevede la figura del Garante del Contribuente, un organo monocratico il cui compito è di tutelare i diritti del contribuente e garantire un rapporto di fiducia tra cittadini e Amministrazione finanziaria.

Il Garante può richiedere documenti o chiarimenti agli uffici competenti e attivare le procedure di autotutela nei confronti di atti amministrativi di accertamento o di riscossione notificati al contribuente; rivolgere raccomandazioni ai dirigenti degli uffici ai fini della tutela del contribuente e della migliore organizzazione dei servizi; richiamare gli uffici al rispetto delle norme dello Statuto del contribuente o dei termini relativi ai rimborsi d’imposta; segnalare i casi di particolare rilevanza in cui le disposizioni vigenti o i comportamenti dell’Amministrazione sono suscettibili di determinare un pregiudizio ai contribuenti o conseguenze negative nei loro rapporti con l’Amministrazione; accedere agli uffici finanziari e controllare la funzionalità dei servizi di informazione e assistenza al contribuente.

La verifica fiscale da parte della Guardia di Finanza

Con il presente articolo viene introdotto un tema di particolare interesse per il contribuente: la verifica fiscale da parte della Guardia di finanza. Il mio Studio offre supporto al contribuente in occasione di verifiche fiscali da parte della Guardia di finanza in tutte le fasi in cui le stesse si articolano.

La verifica fiscale si articola nelle fasi di accesso, ricerca e ispezione documentale.

Perchè le operazioni siano legittime, gli agenti della Guardia di Finanza devono esibire l’ordine di accesso, ossia un particolare documento che autorizza l’attività di verifica fiscale.

Si ricordano di seguito i principi cui si deve uniformare l’attività di verifica fiscale, nel rispetto dei diritti del contribuente:

  1. inviolabilità della libertà personale;
  2. inviolabilità del domicilio;
  3. libertà dell’iniziativa privata economica.

Alcune conseguenze pratiche che derivano dall’applicazione dei predetti principi sono:

  1. divieto di perquisizione personale;
  2. divieto di procedere coattivamente, salvo autorizzazione del Procuratore della Repubblica, all’apertura di plichi sigillati, borse, casseforti, mobili o ripostigli chiusi a chiave;
  3. limiti al sequestro dei documenti e delle scritture contabili.

La conversione del pignoramento

Ai sensi dell’art. 495 c.p.c. prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione del bene oggetto di pignoramento, il debitore può sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari, oltre alle spese di esecuzione, all’importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo di capitale , interessi e spese.

Pena inammissibilità, contestualmente all’istanza di conversione deve essere depositata in cancelleria una somma di denaro non inferiore a un quinto dell’importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti, dedotti i versamenti già effettuati di cui puoi essere data documentazione.

Il Giudice, nell’ammettere con ordinanza la conversione, può concedere al debitore anche una rateizzazione.

Si badi bene, tuttavia, che i beni pignorati vengono liberati dal pignoramento solo con il versamento del’intera somma.

 

Actio – Associazione

Legis Actiones – Actio è una realtà presente nel circondario del Tribunale di Lecco; è una giovane associazione, costituita tra avvocati esperti in esecuzioni immobiliari, vendite giudiziarie e procedure concorsuali.

L’associazione è nata per proporsi quale nuovo punto di riferimento nelle attività delegate di vendita giudiziaria – settore immobiliare e per gli incarichi relativi alla redazione dei decreti di trasferimento in ambito procedure concorsuali.

Per ulteriori informazioni info@actioassociazione.it

Aste Telematiche…inizio di una nuova era..

Nella giornata di martedì 27 marzo 2018 sarò assente per partecipare al seguente evento:

aste

Quando si va in trattativa con Banche/Società finanziarie…

Capita spesso di sedersi al tavolo di trattative con Banche, società di leasing, società finanziarie e dover fare gli interessi del debitore.

Il debitore è un soggetto che ha assunto delle obbligazioni che si sono rivelate nel corso del tempo non sostenibili. Le ragioni possono essere molteplici (cattivi investimenti, fallimento di un progetto imprenditoriale, imprevisti in famiglia ecc…) e ad essi si deve comunque aggiungere la crisi economica.

Molto spesso, per non dire quasi sempre, il debitore non è nelle condizioni di ripagare interamente il proprio creditore. Si cerca sempre pertanto di costruire delle proposte transattive concretamente sostenibili, sia dal punto di vista dell’impegno finanziario sia delle tempistiche.

In ogni caso, per qualunque trattativa, bisogna sempre cercare di partire da una base di capitale iniziale, che si offre a dimostrazione della bontà e serietà dell’offerta, e da un piano in grado di ripagare il debito (integralmente o in misura percentuale) entro una tempistica congrua.