Esdebitazioni/Consulenza Bancaria: appuntamenti

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Taeg e Indice Sintetico di Costo: obbligatori nei contratti?

Per quanto ne dicano le Banche, che contestano l’esistenza di obblighi di trasparenza a loro carico prima della delibera CICR 2003 e della relativa circolare esplicativa, l’indicazione del TAEG nei contratti deve ritenersi obbligatoria sempre e dunque anche prima del 2003. 

L’obbligo di indicazione del TAEG decorre infatti non dalla delibera CICR 04.03.2003 ma dalla data di entrata in vigore della legge 154/1992, allorché venne istituito per la prima volta, agli articoli 2 e 4, l’obbligo per le banche di indicare il tasso effettivo globale praticato.

L’articolo 2 in particolare prevede che gli intermediari sono tenuti a esporre nei locali aperti al pubblico il testo della legge n. 154 e gli avvisi sintetici, nonchè a mettere a disposizione della clientela i fogli informativi analitici.

Le informazioni da rendere pubbliche, salvo ulteriori precisazioni previste dalle istruzioni della Banca d’Italia, per le operazioni e i servizi indicati nell’elenco allegato alla legge n. 154, sono le seguenti:

  1. la denominazione dell’intermediario;

  2. il tasso massimo per le operazioni attive e quello minimo per le passive;

  3. la misura degli interessi di mora per le operazioni attive;

  4. le valute applicate, per l’imputazione degli interessi attivi e passivi, fermo restando quanto disposto dall’art. 7 della legge n. 154;

  5. il prezzo e le altre condizioni praticate per i servizi indicati nell’elenco allegato alla legge n. 154 ovvero nelle disposizioni della Banca d’Italia;

  6. l’importo delle spese per le comunicazioni alla clientela;

  7. il rendimento effettivo dei titoli di propria emissione finalizzati alla raccolta di risparmio, nonche’ i parametri predeterminati in base ai quali tale rendimento può eventualmente variare;

  8. ogni altro onere o condizione di natura economica, comunque denominati, gravanti sulla clientela per le operazioni e i servizi indicati nell’elenco allegato alla legge n. 154 ovvero nelle disposizioni della Banca d’Italia.

A tal proposito, vale ricordare anche il contenuto dell’art. 117 T.U.B. Che al comma 4 prevede espressamente che I contratti indicano il tasso d’interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi, per i contratti di credito, gli eventuali maggiori oneri in caso di mora.‘Italia.

In buona sostanza, la delibera del 2003 non fa altro che esplicitare quanto già previsto dalla disciplina del 1992.

ESDEBITAZIONE – LEGGE 03/2012 LE VIE D’USCITA DALLA CRISI

Scaricabile da questo link il volume sulla legge 3/2012 realizzato in collaborazione col Dott. Stefano Congiusti.

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Ubi lex voluit dixit ubi noluit tacuit

Dove il legislatore intendeva dire ha detto, dove non voleva dire ha taciuto…così si può tradurre questo latinismo, talora utilizzato dai Giuristi. Si tratta di un fondamentale canone ermeneutico secondo cui ciò che non sta scritto in una legge si presume che non sia stato voluto dal legislatore.

Gestione della Crisi

L’Avv. Edoardo Colzani ha conseguito presso l’Università di Parma, all’esito di un corso post universitario abilitante, la qualifica di Gestore della Crisi ai sensi della Legge 3/2012 sul sovraindebitamento. Tale qualifica va ad aggiungersi ovviamente all’esperienza maturata sul campo.