Si segnala contributo a cura del Dott. Congiusti in materia di mancato incasso dei canoni di locazione e relativo trattamento fiscale: http://www.ilprofessionistalibero.eu/inquilino-moroso-e-imposte-da-pagare/
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Su sollecitazione della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, la Corte Costituzionale si è recentemente pronunciata sulla quantificazione dell’imposta di registro nei casi di pronunce che definiscono i giudizi di opposizione allo stato passivo con l’accertamento di crediti derivanti da operazioni soggette a Iva.
La pronuncia interviene su una questione discussa, se debba cioè applicarsi l’imposta di registro in misura fissa o proporzionale.
Con sentenza n. 177/17 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 8, comma 1 lettera c) della tariffa, parte prima, allegata al Dpr 131/86 nella parte in cui assoggetta all’imposta di registro proporzionale, anzichè fissa, le pronunce che definiscono i giudizi di opposizione allo stato passivo con accertamento di crediti derivanti da operazioni soggette a Iva.
Con ciò facendo, la Corte ha cristallizzato un diritto vivente già in essere della Corte di Cassazione che si è espresso in favore dell’imposta proporzionale , facendo leva sulla natura di giudizio di accertamento giudiziale del procedimento di opposizione a stato passivo. L’accertamento del credito soggetto a Iva si configura, nel caso di accoglimento di opposizione allo stato passivo, come presupposto necessario e sufficiente della partecipazione del creditore all’esecuzione collettiva, che è strumentale al pagamento del credito stesso.
Si segnala l’interessante analisi a cura del dott. Stefano Congiusti:
http://www.ilprofessionistalibero.eu/fattura-elettronica-quale-software-acquistare
Il decreto fiscale recentemente approvato dal Governo contiene al suo interno la cosiddetta norma “Bramini”, così definita dal suo ispiratore, l’imprenditore brianzolo Sergio Bramini, la quale introduce norme a tutela di chi ha debiti nei confronti delle banche ma vanta crediti nei confronti dello Stato.
Seguiranno aggiornamenti.
Riporto dal sito del Governo Italiano:
Al fine di fare chiarezza sui costi della giustizia (aspetto da tenere in debita considerazione allorché si decide di iniziare una causa) si rimanda al programma di calcolo dei compensi elaborato dall’Avv. Andreani sulla base dei parametri di legge.
Si ritiene utile in un’ottica di trasparenza consentire alla clientela avere quantomeno un’idea del costo minimo di una causa – ovviamente, in sede di appuntamento verrà comunque discussa la parte economica, rimodulandola sulla base delle peculiarità di ciascun caso.
Nel caso di causa civile, oltre ai costi dell’avvocato, devono essere considerate anche le spese per contributo unificato e marca da bollo, conteggiabili da qui.
Come linea di massima, si consiglia di effettuare le simulazioni di costo avendo riguardo al valore medio.
Riporto un interessante aggiornamento a cura del Dott. Stefano Congiusti di Monza: http://www.ilprofessionistalibero.eu/la-fattura-elettronica-tra-privati/
Esclusivamente per la settimana corrente gli appuntamenti verranno effettuati esclusivamente presso il recapito di Monza.
Nell’ambito delle consulenze in materia di sovraindebitamento capita spesso che il cliente riferisca di aver in essere carte di credito c.d. revolving, il cui funzionamento a volte non è ben compreso (e ciò si aggiunge alle cause che generano il sovraindebitamento). Vediamo dunque di fare chiarezza. Il credito revolving, anche detto rotativo, è un credito al consumo che viene stipulato per far fronte a esigenze di liquidità. Il finanziamento revolving si caratterizza per la possibilità per l’affidatario di reintegrare con successivi rimborsi la linea di fido inizialmente concessagli: man mano che si rimborsa il prestito concesso, viene reintegrata la disponibilità dei fondi utilizzabili.