la mia casa va all’asta…cosa posso fare?

In primo luogo, il consiglio spassionato è di non ridursi all’ultimo momento a cercare una soluzione. Capita purtroppo troppo spesso che il debitore si presenti in studio a giochi ormai fatti, a breve distanza dallo svolgersi del primo tentativo di vendita giudiziaria. In questi casi i margini per agire sono ristretti e il rischio di perdere la casa elevato.

E’ opportuno consultare un legale entro e non oltre la notifica del pignoramento per valutare la possibilità di opposizioni e/o di trattative col creditore.

Consiglio di leggere attentamente l’atto di precetto, che contiene l’invito a valutare la possibilità di accedere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012 (c.d. Salva Suicidi). Con le procedure di sovraindebitamento non si salva la casa (questa è una concezione sbagliata, che viene spesso utilizzata a scopo di marketing ma che dimostra che non si è compresa la ratio della legge) ma si può porre rimedio a una situazione di profonda crisi, con azzeramento delle complessive posizioni debitorie e possibilità di fresh start. A seconda della gravità della situazione è opportuno valutare l’opportunità di un accesso a detta procedura.

Per ulteriori informazioni e per un primo appuntamento: info@avvocatocolzani.it

Sul cumulo di procedure esecutive

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 6019/2017 ha ribadito l’orientamento ormai consolidato nella giurisprudenza di legittimità, secondo cui il creditore non solo può aggredire più beni del medesimo debitore, ma può altresì procedere a più pignoramenti dello stesso bene, in tempi successivi.

In buona sostanza,  il diritto di procedere in executivis si esaurisce solo con la piena soddisfazione del credito portato dal titolo esecutivo.

Asta Imbersago, via Adda – Estinzione procedura esecutiva 212/2013

Si comunica l’intervenuta estinzione della procedura esecutiva immobiliare n. 212/2013, relativa all’immobile sito in Imbersago alla via Adda n. 2.

Stante l’estinzione della procedura, non si terrà alcuna asta giudiziaria con conseguente interruzione anche delle visite all’immobile.

Il Custode Giudiziario

Fattibilità giuridica del Piano del Consumatore

Il Tribunale di Ravenna, con provvedimento datato 10 marzo 2017, estensore Farolfi, ha precisato che nel caso di presentazione da parte del debitore di un piano del consumatore, occorre procedere ad una verifica della fattibilità giuridica della proposta di piano in termini non dissimili da quanto da tempo previsto nel concordato preventivo. E del resto sarebbe del tutto superfluo disporre oneri di pubblicità, costi prededuttivi e l’ammissione al voto di una proposta che risulti radicalmente inammissibile e quindi non omologabile. Il Tribunale è dunque chiamato ad una valutazione prognostica anticipata alla fase di ammissione, non potendo ammettersi al voto una proposta che appaia priva di quelle condizioni minime che siano indispensabili, in caso di gradimento dei creditori, ai fini di una possibile successiva omologabilità del piano.

Contratto di finanziamento ed esecuzione

L’esecuzione forzata può essere promossa sol sulla base di un titolo esecutivo che contenga in sé tutti gli elementi certi positivi idonei alla determinazione del quantum.

Seguendo questa logica. il contratto di finanziamento contenuto nell’atto notarile costituisce titolo certo e liquido al momento della stipula, ma non lo è più laddove siano intervenuti pagamenti parziali o si siano modificati i parametri iniziali, che rendono necessaria un’attualizzazione del credito. Detta attualizzazione dovrà risultare anche nell’atto di precetto, pena l’impossibilità dello stesso di raggiungere lo scopo suo proprio, ossia far conoscere con certezza al debitore la quantificazione del credito nonché di assegnare un termine per adempiere e di preannunciare, per il caso di mancato adempimento, esercizio dell’azione esecutiva.

Piano del Consumatore e Sospensione dell’Asta Giudiziaria

Si segnala una recente pronuncia di merito da parte del Tribunale di Verona datata 14 giugno 2016, che ha ribadito il principio per cui la presentazione di una proposta di accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento comporta la sospensione della procedura esecutiva relativa all’immobile del debitore e ciò in quanto la prosecuzione di tale procedura esecutiva renderebbe inutile il piano prospettato dal consumatore.

Facendo chiarezza sulla L. 3/2012

La Legge 3/2012 è un ottimo strumento pensato dal legislatore per la composizione della crisi da sovraindebitamento. Si tratta di uno strumento, come più volte scritto in questo spazio, concepito per consentire ai soggetti non fallibili, compreso il c.d. consumatore, di definire la propria posizione debitoria mediante la predisposizione di un piano (il c.d. piano del consumatore), un accordo coi creditori, 0 una procedura liquidatoria.

Negli ultimi mesi la richiesta di accesso a questa procedura da parte della clientela è aumentata, ma molto spesso ho dovuto constatare che il cliente non ha percepito il reale funzionamento della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento.

Affinchè si possa “comporre la crisi da sovraindebitamento” occorre soddisfare, anche se in una misura inferiore rispetto ai crediti effettivamente vantati, i creditori. Questo significa disporre di un minimo di liquidità, di beni da liquidare (es. la propria abitazione), e di finanza esterna.

Un qualsiasi piano o accordo che si fondi semplicemente su una proposta di pagamenti rateizzati dilazionati su un numero di anni superiore a 3 molto difficilmente potrà trovare approvazione da parte del Tribunale e dei creditori.