Cartella di pagamento e Concordato

La Corte d’Appello di Milano del 26 maggio 2014 ha confermato la sentenza di primo grado n. 203/2012 con la quale il Tribunale di Busto Arsizio ha annullato cartella di pagamento Equitalia che era stata emessa in pendenza di concordato preventivo liquidatorio omologato.

Tale sentenza  fissa alcuni importanti principi:

  1. la cartella di pagamento configura un atto complesso recante, nel contempo, la descrizione del titolo esecutivo e l’intimazione ad adempiere: ad essa devono pertanto riconoscersi caratteri e funzioni analoghe all’atto di precetto. In quanto tale, la sua notifica in pendenza di concordato rappresenta palese violazione dell’art. 168 l.f. che vieta al creditore di promuovere azione esecutiva individuale in pendenza di procedura concorsuale;
  2. ai fini dell’ammissione al passivo di crediti iscritti a ruolo non è necessaria la previa notifica della cartella esattoriale in quanto l’insinuazione al passivo dei crediti iscritti a ruolo avviene sulla base del solo suolo senza la previa notifica della cartella esattoriale;
  3. in punto spese per il concessionario le stesse non sono dovute in quanto relative a una attività priva del carattere di funzionalità con gli scopi della procedura concorsuale

Ripresa attività e nuovi settori

Riprendono da oggi le attività di studio.

Con il mese di settembre intendo implementare, oltre ai tradizionali settori di studio (gestione della crisi, contenzioso bancario, esecuzioni e procedure) i seguenti nuovi settori:

  • diritto penale, con specifico riguardo ai reati economici;
  • diritto degli appalti.

Concordato e Appalti

Il Tar della Toscana con un recente provvedimento di aprile 2019, il n. 491, ha stabilito che può partecipare alla gara d’appalto anche la società sottoposta a concordato preventivo con continuità aziendale.

Nessuna causa di esclusione dalla partecipazione all’appalto.

L’articolo 80 comma 5 lettera b) del Codice dei contratti pubblici dispone infatti che sono escluse dalla partecipazione alle gare d’appalto le imprese in concordato preventivo a meno che si tratti di concordato in continuità aziendale.

In questo senso il Codice dei Contratti pubblici ha introdotto una importante innovazione rispetto al divieto posto dalla cronologicamente precedente legge fallimentare.

Una volta omologato il concordato, del resto, l’imprenditore tornerebbe in bonis.

Va ricordato, tuttavia, occorrerà in ogni caso ottenere una autorizzazione del Giudice delegato.

Competenze specialistiche, formazione professionale

7 febbraio28 marzo

Gestore della Crisi: responsabilità penali

L’art. 16 della legge n. 3/2012 contiene una ipotesi di reato proprio a carico dell’OCC o del professionista ex art. 15 co. 9.

Il componente dell’organismo di composizione della crisi, ovvero il professionista di cui all’articolo 15, comma 9, che rende false attestazioni in ordine alla veridicita’ dei dati contenuti nella proposta o nei documenti ad essa allegati, alla fattibilita’ del piano ai sensi dell’articolo 9, comma 2, ovvero nella relazione di cui agli articoli 9, comma 3-bis, 12, comma 1 e 14-ter, comma 3, e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 1.000 a 50.000 euro. La stessa pena si applica al componente dell’organismo di composizione della crisi, ovvero al professionista di cui all’articolo 15, comma 9, che cagiona danno ai creditori omettendo o rifiutando senza giustificato motivo un atto del suo ufficio.

TALE E QUALE LA PREVISIONE SANZIONATORIA DI CUI ALL’ART. 344 DEL NUOVO CODICE DELLA CRISI!

 

Compiti e funzioni dell’OCC

Una interessante pronuncia del Tribunale di Busto Arsizio 14 ottobre 2016, est. Leotta sintetizza i compiti degli Organismi di Composizione della Crisi, evidenziando ruolo e funzione dei Gestori della Crisi e doveri nei confronti del debitore oltre che dei suoi consulenti. 

Sia il dato letterale (con l’uso del termine ‘ausilio’) sia numerosi profili di ordine sistematico fanno ritenere che l’attività del Gestore non possa limitarsi ad una “supervisione” o al mero controllo (In ipotesi anche sostanziale) di un’attività svolta da altri (dal Difensore o dal Consulente del debitore). La legge 3/2012, infatti, prevede come obbligatorio l’intervento degli Organismi di Composizione della crisi o del gestore nominato dal Tribunale e non fa cenno ad altro tipo di assistenza tecnica o di consulenza, demanda al Gestore  una serie di accertamenti e, soprattutto, l’acquisizione dei dati necessari a verificare la condizione personale dell’istante, ad inquadrare la sua situazione debitoria e ad individuare lo strumento più idoneo alla soluzione della crisi da sovraindebitamento.

Tale attività non può ridursi all’acquisizione di dati forniti da altri ed alla ratifica (in ipotesi anche a seguito di revisione critica) di scelte operate prima e al di fuori dell’intervento del Gestore stesso, che è soggetto indipendente rispetto alla posizione del debitore, tant’è che il sovraindebitato non può scegliere il professionista che si occuperà della sua crisi debitoria, ma solo individuare un Organismo di composizione (tra quelli, peraltro, che operano nel Circondario di sua residenza) che poi nominerà il Gestore, o rivolgersi al Presidente del Tribunale per la nomina di un professionista.

Ciò non significa, ovviamente, che il debitore non possa rivolgersi ad un professionista di sua fiducia, ma tale soggetto avrà soltanto il compito di facilitare e favorire il contatto ed i rapporti, che spesso involgono questioni tecniche e complesse, tra il debitore ed il Gestore e non potrà, invece, “confezionare” un Piano o un accordo e sottoporlo, per la ratifica al Gestore sostituendosi, di fatto, a quest’ultimo nello svolgimento di un compito che il Professionista designato (dall’Organismo di Composizione della Crisi o dal Presidente del Tribunale) deve svolgere integralmente di persona sin dall’attività iniziale di raccolta dei dati e delle informazioni necessarie all’espletamento dell’incarico.

Gestione della crisi – relazione a convegno

Domani terrò a Monza una relazione nell’ambito di un corso di formazione per Gestori della Crisi sul tema

Il Debito Fiscale e Contributivo; Accertamento del debito fiscale e contributivo; Limiti di applicabilità e conseguenze  Rottamazione cartelle e pace fiscale