Antiriciclaggio e Aste Giudiziarie

ll D.D.L. 2079, presentato al Senato in data 29.1.2021 contiene “disposizioni in materia antiriciclaggio nelle esecuzioni immobiliari” e si propone di introdurre specifici controlli sugli acquisti all’asta, attribuendo tali compiti al delegato alla vendita – tale incombenza spetta per la precisione ai professionisti delegati ex art. 591 bis c.p.c., ai curatori, ai commissari giudiziali e ai liquidatori giudiziali nominati dal Tribunale nelle procedure concorsuali

Tra i nuovi compiti che il Delegato alle Vendite sarà dunque chiamato a svolgere in ottica antiriciclaggio si segnala dunque l’obbligo dell’adeguata verifica della clientela, di cui all’art. 17 del d.lgs. n. 231/2007, concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi delle attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

Al Giudice dell’Esecuzione sarà delegato un controllo ulteriore sulla Procedura: egli infatti dovrà attestare l’acquisizione da parte del delegato della documentazione del d.lgs n. 231/2007, potendo in mancanza sospenderne la vendita.

Il D.D.L. prevede altresì la costituzione di una banca dati per le aste giudiziarie da cui ricavare i dati identificativi dell’offerente, del conto bancario o postale utilizzato per il versamento della cauzione e del saldo prezzo, le relazioni di stima ed i dati relativi alle aggiudicazioni ed alla vendita.

Formazione professionale e competenze specialistiche

Ritengo fondamentale la specializzazione professionale, nell’ottica di poter dare un servizio di qualità alla clientela.

La specializzazione si fa sul campo, col lavoro quotidiano, ma anche attraverso lo studio e l’approfondimento. Per quel che mi riguarda ho avviato un percorso di formazione e aggiornamento così articolato:

  • perfezionamento universitario in Inglese Giuridico e Commerciale;
  • perfezionamento universitario in Diritto dei Mercati Finanziari;
  • perfezionamento universitario in Gestione della Crisi da sovraindebitamento:
  • perfezionamento universitario in Tax Corporate Governance.

Un percorso che riguarda dunque consulenza stragiudiziale e compliance, in ambito aziendale e nel settore Npl.

Decreto Ristori e Sovraindebitamento: novità

Le novità introdotte nella disciplina del sovraindebitamento dal Decreto Ristori (Dl 137/2020):

  1. estensione a favore dei soci illimitatamente responsabili degli effetti dell’accordo di composizione della crisi proposta dalla società ai suoi debitori;
  2. inclusione nella definizione di consumatore anche del socio di una società di persone;
  3. sovraindebitamento familiare: un’unica procedura per i componenti della stessa famiglia;
  4. possibilità di prevedere nel piano del consumatore la falcidia dei debiti e la ristrutturazione degli impegni finanziari assunti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione
  5. consentiti piani/accordi che prevedono il rimborso alla scadenza convenuta delle rate di mutuo garantito da ipoteca iscritta sull’abitazione principale del debitore o su immobili strumentali utilizzati nell’esercizio dell’impresa;
  6. in sede di omologa vengono limitate le possibilità di opposizione o intervento per i creditori finanziari che non abbiano condotto una adeguata valutazione sul merito creditizio del debitore;
  7. debitore incapiente: il debitore persona fisica meritevole, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilita’, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, puo’ accedere all’esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l’obbligo di pagamento del debito entro quattro anni dal decreto del giudice nel caso in cui sopravvengano utilita’ rilevanti che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al 10 per cento.

Implementazione servizi anno 2021

Come ogni anno, forte dell’esperienza acquisita, cerco a fine anno di ripensare la mia figura professionale (sempre più orientata ormai alla attività stragiudiziale più che all’attività processuale) e i servizi di studio nell’ottica di fornire una consulenza sempre più delimitata e specializzata in alcuni ambiti.

Di seguito, dunque, un elenco delle principali materie che anche per il 2021 verranno privilegiate dallo Studio e nelle quali lo Studio aspira ad operare in maniera prevalente:

  1. Gestione della crisi (consulenza sovraindebitamento, consulenza procedure concorsuali ed esecutive, consulenza bancaria);
  2. Gestione del rischio fiscale e difesa in ambito penale tributario;
  3. Consulenza start up, nuove tecnologie e proprietà intellettuale.

L’obiettivo è quello di supportare l’impresa in tutte le fasi dalla sua costituzione (il momento forse più stimolante e nel quale una buona consulenza è strategica), la sua vita (fondamentale lo screening dei clienti, la contrattualistica, la gestione degli aspetti fiscali) fino a coprire anche situazioni eccezionali di crisi (favorendo al riguardo una cultura della prevenzione prima ancora che della gestione della crisi).

Resto a disposizione di chi fosse interessato per un primo contatto a mezzo mail info@avvocatocolzani.it

Intervista radio – il mio approccio alla Crisi

Nell’intervista radiofonica che di seguito pubblico ho avuto modo di chiarire il mio approccio in generale alla Professione Legale e nello specifico alla Gestione della Crisi, ambito nel quale opero ormai in maniera prevalente: attenzione alla persona, alla storia individuale/aziendale, trasformare la crisi in opportunità…

info@avvocatocolzani.it

Lockdown e servizi professionali

Si precisa che anche in caso di lockdown, i servizi di Studio verranno regolarmente erogati, naturalmente privilegiano la modalità telematica.

Le richieste di consulenza saranno dunque regolarmente evase telefonicamente e/o telematicamente a seconda delle necessità (info@avvocatocolzani.it).

I settori nei quali potrà essere resa la consulenza on line sono in particolare i seguenti:

  1. problemi applicativi normativa COVID;
  2. crisi personale e/o aziendale;
  3. consulenza bancaria;
  4. consulenza finanziamenti/investimenti/progetti europei;
  5. proprietà intellettuale – registrazione marchi e brevetti;
  6. rapporti col Fisco.

Impatto del Covid sull’economia – i dati Cerved

Secondo previsioni Cerved l’emergenza sanitaria in corso potrebbe generare una caduta dei ricavi del 18% tra 2020 e 2019, con una perdita del fatturato che potrebbe arrivare a 640 miliardi tra 2020 e 2021.

La quota di imprese rischiose, che secondo il Cerved Group Score era pari al 14,6% prima del COVID-19, potrebbe arrivare al 33% a seguito dell’emergenza. Il volume di debiti finanziari nei bilanci di società rischiose – potenziali NPL – passerebbe da 73 a 189 miliardi di euro; se si includono anche le società vulnerabili, da 260 a 411 miliardi, circa la metà di quelli nei bilanci delle società di capitale. Nel caso di durata prolungata dell’emergenza, la caduta dei ricavi per le imprese nell’anno in corso sarebbe molto consistente, pari al 17,8%. Questo equivarrebbe a una perdita di 470 miliardi rispetto a uno scenario senza epidemia, in base al quale i ricavi sarebbero aumentati dell’1,7% nel 2020. Nel 2021 si prevede un rimbalzo, con un aumento dei ricavi del 17,5%, insufficiente a recuperare i livelli del 2019 e con un’ulteriore perdita di 172 miliardi rispetto allo scenario tendenziale.Dal punto di vista territoriale, nessuna regione sarebbe in grado nel 2021 di recuperare i livelli di fatturato pre-COVID-19.  Per sei regioni la perdita dei ricavi del 2020 sarebbe superiore al 20% (Basilicata, Abruzzo, Sardegna, Piemonte, Valle d’Aosta, Lazio); nelle altre regioni la caduta sarebbe comunque intorno al 15%.

Fallimento troppo lungo? Il Creditore può chiedere i danni

La “Legge Pinto” (legge 24 marzo 2001, n. 89) disciplina il diritto di richiedere un’equa riparazione per l’irragionevole durata di un processo, incluse le procedure concorsuali. Secondo la Corte di Cassazione, a tal riguardo, in ambito fallimentare la durata ragionevole di una procedura è da stimarsi in un termine massimo di 7 anni.

Orbene, che fare se una Procedura dovesse durare oltre tale termine?

Il Creditore danneggiato può convenire in giudizio il Ministero della Giustizia per il ristoro dei danni patiti.

L’irragionevole durata del processo va calcolata avendo riguardo, quale dies a quo, al decreto con il quale ciascun creditore sia stato ammesso, in via tempestiva o tardiva, al passivo. Solamente dal momento dell’ammissione definitiva al passivo, del resto, i creditori subiscono gli effetti dell’irragionevole durata della procedura concorsuale, rimanendo per essi irrilevante la durata pregressa della procedura, alla quale sono rimasti estranei.

Sulla scorta di quanto sopra, ad esempio il Triunale di Napoli in data 15 dicembre 2019, nel caso di un fallimento durato addirittura 19 anni e 7 mesi, ha condannato il Ministero della Giustizia a risarcire i creditori per il periodo eccedente la ragionevole durata di un fallimento (stimata in 7 anni), ossia per 12 anni e 7 mesi.

Covid e ripartenza

Siamo entrati finalmente nella Fase 2 di questa emergenza sanitaria, ma non possiamo fingere di non vedere le conseguenze economiche che la stessa ha lasciato. Mi permetto qui di riprodurre alcune parti significative della RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA del 12 marzo 2014 su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all’insolvenza perchè ritengo a tale impostazioni si debba necessariamente attenere, ancor più oggi, il Legislatore Nazionale.

È necessario incoraggiare una maggiore coerenza tra i quadri nazionali in materia di insolvenza onde ridurre le divergenze e le inefficienze che ostacolano la ristrutturazione precoce di imprese sane in difficoltà finanziaria e promuovere la possibilità per gli imprenditori onesti di ottenere una seconda opportunità, riducendo con ciò i costi di ristrutturazione a carico di debitori e creditori. Grazie a una maggiore coerenza ed efficienza delle norme fallimentari nazionali, si massimizzeranno i rendimenti per tutti i tipi di creditori e investitori, e si
incoraggeranno gli investimenti transfrontalieri. Una maggiore coerenza faciliterà anche la ristrutturazione di gruppi di imprese, indipendentemente dal luogo dell’Unione in cui sono situate le imprese del gruppo.

Un quadro di ristrutturazione dovrebbe permettere ai debitori di far fronte alle difficoltà finanziarie in una fase precoce, evitando così l’insolvenza e proseguendo le attività. Tuttavia, onde evitare potenziali rischi di abuso della procedura, è necessario che le difficoltà finanziarie del debitore comportino con tutta probabilità l’insolvenza del debitore e che il piano di ristrutturazione sia tale da impedire l’insolvenza e garantire la redditività dell’impresa.

Per promuovere l’efficienza e ridurre ritardi e costi, i quadri nazionali di ristrutturazione preventiva dovrebbero contemplare procedure flessibili che limitino l’intervento del giudice ai casi in cui è necessario e proporzionato per tutelare gli interessi dei creditori e terzi eventuali. Ad esempio, per evitare costi inutili e rispecchiare l’intervento precoce della procedura, al debitore dovrebbe, in linea di principio, essere lasciato il controllo delle sue attività, e la nomina di un Mediatore o un supervisore non dovrebbe essere obbligatoria, bensì decisa caso per caso.

È opportuno pertanto adoperarsi per ridurre gli effetti negativi del fallimento sugli imprenditori, prevedendo la completa liberazione dai debiti dopo un lasso di tempo massimo