Archivi categoria: DIRITTO BANCARIO

Leasing immobiliare: opposizione a decreto ingiuntivo e azione di rilascio

Secondo quanto affermato dal Tribunale di Udine con provvedimento datato 26 Settembre 2016 (Est. Massarelli) l’irrevocabilità di un decreto ingiuntivo avente ad oggetto la condanna al pagamento di un debito maturato in un primo periodo del rapporto di leasing immobiliare im0pedisce di esaminare le difese della parte convenuta per il rilascio del bene ed aventi ad oggetto le clausole che determinano il corrispettivo pattuito. In sostanza, la riunione della causa di rilascio dell’immobile e di quella di opposizione a decreto ingiuntivo può ostacolare la rapida definizione della domanda di rilascio con la conseguenza che deve essere disposta la separazione dei procedimenti.

Contenzioso bancario e onere della prova

La Corte di Appello di Milano, con provvedimento datato 05 gennaio 2017 (Pres. Mesiano – Est. Cesira D’Anella), tornando ad occuparsi delle problematiche concernenti l’onere probatorio in materia di contenzioso bancario ha precisato che ove la banca agisca in giudizio per il recupero del saldo debitore del conto corrente, nei casi in cui lo stesso è contestato dal correntista, ha l’onere ai sensi dell’art. 2697 c.c. di produrre la sequenza completa degli estratti conto, a partire dalla data di apertura del rapporto. In caso di mancata allegazione di tutta la documentazione, il credito derivante dal saldo debitore dovrà essere rideterminato sulla base del c.d. saldo zero.

Verifica dell’usura Bancaria

Il Tribunale di Monza, in persona della dott.ssa Binetti, con sentenza del 20.07.2016 ha chiarito l’orientamento del Tribunale in merito al criterio da seguire per la verifica dell’usura bancaria, pronunciandosi sul carattere vincolante della formula di Banca d’Italia. Secondo il Tribunale le Istruzioni della Banca d’Italia, per quanto non abbiano il rango di “legge”, sono da ritenersi vincolanti nella misura in cui garantiscono cetezza della normativa di settore e prevedibilità delle decisioni giudiziari, rispetto alle altre formule elaborate nella prassi per il calcolo del Teg. Con tale presa di posizione, il Tribunale ha ritenuto di tutelare gli operatori economici e la possibilità per gli stessi di effettuare ponderate e consapevoli scelte contrattuali e di mercato.

Mutuo fondiario: una recente pronuncia del Tribunale di Monza

Il Tribunale di Monza, con proprio decreto del 29 settembre 2015, si è occupato di un caso di nullità del mutuo fondiario per superamento della soglia di finanziabilità come determinata dall’art. 38 TUB. La questione affrontata concerne gli effetti del mancato rispetto del limite di finanziabilità previsto, per la concessione ed erogazione del credito fondiario. Come noto l’art. 38 comma 2 del TUB prevede che La Banca d’Italia, in conformita’ delle deliberazioni del CICR, determina l’ammontare massimo dei finanziamenti, individuandolo in rapporto al valore dei beni ipotecati o al costo delle opere da eseguire sugli stessi, nonche’ le ipotesi in cui la presenza di precedenti iscrizioni ipotecarie non impedisce la concessione dei finanziamenti. Tale limite è in particolare stato fissato dalla deliberazione Cicr del 22 aprile 1995, nell’ammontare massimo dell’80% del valore dei beni ipotecati o del costo delle opere da eseguire sugli stessi. Il Tribunale di Monza ha chiarito che Il limite di finanziabilità del contratto di mutuo fondiario di cui all’articolo 38, comma 2, TUB costituisce uno degli elementi essenziali che portano ad inquadrare il contratto nel tipo del mutuo fondiario, così che la violazione di detto limite comporta che il contratto non possa più ritenersi tale e sia, pertanto, affetto da nullità.

Le materie maggiormente trattate dallo Studio

Di seguito un elenco delle materie maggiormente trattate dallo Studio:

Diritto di Famiglia:

  • separazioni e divorzi;
  • assistenza presso Tribunale dei Minori.

Diritto Fallimentare:

  • reclami avverso sentenze di fallimento;
  • insinuazioni al passivo fallimentare;
  • concordati preventivi.

Esecuzioni Immobiliari:

  • tutela del debitore esecutato nella procedura esecutiva immobiliare;
  • opposizioni agli atti esecutivi;
  • composizione della crisi da sovraindebitamento;.

Procedimenti di sfratto

Proprietà Intellettuale – Registrazione di marchi e brevetti

Legal Informatics

info@avvocatocolzani.it

Mutui e vendita dell’immobile…

L’articolo 120-quinquiesdecies è contenuto in un decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/17/UE in merito ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali nonché modifiche e integrazioni del titolo VI-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sulla disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi e del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141.

Esso è oggetto in questi giorni di un acceso dibattito parlamentare, che ha creato non poche preoccupazioni tra i cittadini.

L’articolo, al comma 3, prevede che le parti possono convenire espressamente, al momento della conclusione del contratto di credito o successivamente, che in caso di inadempimento del consumatore la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l’estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all’eccedenza. Il valore del bene immobile oggetto della garanzia è stimato da un perito scelto dalle parti di comune accordo con una perizia successiva all’inadempimento.

Per meglio comprendere gli sviluppi dell’iter legislativo e le problematiche sottese all’approvazione di un tale articolo, si invita a prendere appuntamento per una consulenza: info@avvocatocolzani.it

Contenzioso bancario: ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.

Ai sensi dell’art. 94 disp. att. c.p.c., l’istanza di esibizione ex art. 210 c.p.c. deve contenere la specifica indicazione dei documenti e la precisazione del contenuto degli stessi e ciò per dimostrare la loro utilità a provare il fatto controverso. Inoltre, l’ordine di esibizione deve essere utile in via diretta ed immediata all’accertamento dei fatti rilevanti per la decisione della causa e non può avere fini meramente esplorativi, tanto più se si tratti di documentazione di natura contabile per la quale si impone l’indicazione delle specifiche partite rilevanti ai fini della controversia.
E’ quanto ha ribadito il Tribunale di Avellino in merito all’onere della parte di richiedere, ex art. 119 del D. Lgs. n. 385 del 1993, alla banca la documentazione necessaria a provare la propria domanda e di ottenere, a sue spese, la consegna di copia della documentazione relativa a ciascuna operazione sull’estratto conto dell’ultimo decennio, indipendentemente dall’inadempimento del dovere di informazione da parte della banca anche dopo lo scioglimento del rapporto. Nel caso sottoposto al Tribunale parte attrice aveva allegato alla propria produzione documentale una raccomandata di richiesta di contratti di conto corrente, senza però specificare se e quale riscontro la banca abbia dato a tale formale richiesta di documenti.

Clausola di salvaguardia e usura

Il Tribunale di Bari, con propria ordinanza del 27 novembre 2015 ha affermato il principio per cui la presenza di una clausola di salvaguardia che riconduce la misura degli interessi moratori al limite massimo del tasso soglia dell’usura non rileva al fine di escludere l’usurarietà del tasso convenuto, qualora il contratto espressamente preveda, oltre agli interessi, anche una commissione per estinzione anticipata e spese di assicurazione. Ne deriva che per valutare se il tasso pattuito supera il tasso soglia è necessario cumulare gli interessi moratori con la commissione di estinzione anticipata e le altre spese.

Sempre in tema di usura bancaria

Pare opportuno segnalare la seguente pronuncia del Tribunale di Monza:

Tribunale Monza 17 marzo 2015 – – Est. Febbraro.

Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Quesito in materia di interessi usurari, anatocismo, commissioni e spese indebite – Determinazione e rettifica saldo di conto corrente ancora in essere – Ammissibile

E’ pienamente ammissibile la procedura di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c. anche nell’ambito dei rapporti bancari per controversie aventi ad oggetto la contestazione di addebiti illegittimi (interessi usurari e anatocistici, commissioni di massimo scoperto, valute fittizie, etc.).
L’azione del ricorrente, infatti, è preordinata a verificare l’illegittimità di tali addebiti negli estratti conto e, pertanto, il diritto di credito può annoverarsi nella categoria dei “crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito” previsti dalla norma codicistica.

La funzione deflattiva dell’istituto, unita alla finalità di istruzione preventiva, non permette interpretazioni eccessivamente formalistiche e restrittive.

Il ricorso è ammissibile anche nell’ipotesi di conto corrente ancora aperto, in quanto l’interesse del cliente trova soddisfazione nel ricalcolo dell’effettivo saldo, depurato dagli addebiti nulli, e la domanda di nullità può essere sempre proposta anche in costanza di rapporto. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata)

Usura bancaria. Come difendersi dalle banche

Tra le materie trattate dallo Studio se ne segnala una di particolare interesse per il cittadino, ossia il contenzioso bancario. Lo studio, avvalendosi della consulenza di uno studio di commercialisti, offre ai propri clienti tutela nei confronti delle Banche per tutte le eventuali anomalie nei rapporti bancari. Tanto per citare degli esempi, si considerino gli interessi ultralegali, i giorni di valuta fittizia, le commissioni di massimo scoperto, le spese, all’anatocismo, all’usura.  E’ molto importante analizzare con attenzione le singole voci addebitate dalla banca per rilevare l’esistenza di eventuali applicazioni illegittime di spese e costi non dovuti oltre, soprattutto, per verificare l’effettiva applicazione di interessi superiori al tasso soglia stabilito dalla Banca d’Italia. Tale verifica ha rilevanti conseguenze dal punto di vuusta giuridico,  atteso quanto disposto dall’articolo 1815 c.c. che al comma 2 prevede espressamente che “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.” Lo Studio, col supporto di un commercialista di fiducia, offre la possibilità di procurarsi una pre-analisi (e successiva perizia) sulla base della quale avviare nei modi più opportuno un’azione giudiziaria nei confronti dell’Istituto Bancario. Per procedere con la pre-analisi, il cliente dovrà sempre procurarsi la seguente documentazione: contratto, estratti conto, ricevute dei versamenti effettuati, comunicazioni della banca.