la mia casa va all’asta…cosa posso fare?

In primo luogo, il consiglio spassionato è di non ridursi all’ultimo momento a cercare una soluzione. Capita purtroppo troppo spesso che il debitore si presenti in studio a giochi ormai fatti, a breve distanza dallo svolgersi del primo tentativo di vendita giudiziaria. In questi casi i margini per agire sono ristretti e il rischio di perdere la casa elevato.

E’ opportuno consultare un legale entro e non oltre la notifica del pignoramento per valutare la possibilità di opposizioni e/o di trattative col creditore.

Consiglio di leggere attentamente l’atto di precetto, che contiene l’invito a valutare la possibilità di accedere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 3/2012 (c.d. Salva Suicidi). Con le procedure di sovraindebitamento non si salva la casa (questa è una concezione sbagliata, che viene spesso utilizzata a scopo di marketing ma che dimostra che non si è compresa la ratio della legge) ma si può porre rimedio a una situazione di profonda crisi, con azzeramento delle complessive posizioni debitorie e possibilità di fresh start. A seconda della gravità della situazione è opportuno valutare l’opportunità di un accesso a detta procedura.

Per ulteriori informazioni e per un primo appuntamento: info@avvocatocolzani.it

Crisi da sovraindebitamento

Si segnalano i seguenti articoli tratti dal sito internet http://www.ilprofessionistalibero.eu che offrono una interessante panoramica sulle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento:

http://www.ilprofessionistalibero.eu/la-crisi-sovraindebitamento/

http://www.ilprofessionistalibero.eu/la-crisi-sovraindebitamento-un-video-della-fondazione-adr/

http://www.ilprofessionistalibero.eu/esdebitazione-e-sovraindebitamento/

http://www.ilprofessionistalibero.eu/esdebitazione-ed-iva-la-corte-europea-chiarezza/

Utilizzo del Tfr ai fini della liquidazione del patrimonio

Come recentemente confermato da Tribunale di Milano, 22 Aprile 2017. Est. Amina Simonetti, in ipotesi di liquidazione del proprio patrimonio, è ppossibile impiegare anche la quota “riscattabile” del TFR per far fronte al soddisfacimento dei creditori, compresa Equitalia.

Accesso alla legge 3/2012 – Sovraindebitamento incolpevole

Nel concetto di “sovraindebitamento incolpevole” vanno ricompresi tutti quei casi in cui il consumatore rimane suo malgrado vittima di una avversa evenienza economica o comunque di un accadimento che ha compromesso la sua capacità di produrre reddito, come ad esempio un grave infortunio che ha determinato una inabilità al lavoro, la perdita dell’impiego per cause non imputabili al debitore, una perdurante difficoltà o impossibilità a recuperare i propri crediti professionali. Si tratta delle cosiddette sfortunate fatalità, che il consumatore dovrà documentare all’OCC.

Debiti con Equitalia? La soluzione è il Piano del Consumatore

Il Tribunale di Busto Arsizio in data 16 settembre 2014 ha omologato un piano del consumatore ex legge 3/2012 nel quale l’unico creditore era rappresentato da Equitalia.

Nel caso di specie il debito verso Equitalia era di 86.000 euro. Il Consumatore ha proposto un piano che prevedeva un pagamento a Equitalia di circa 11.000 euro, ricavati dalla vendita di una porzione di immobile di proprietà del consumatore/debitore.

Il Piano è stato omologato dal Tribunale.

Fattibilità giuridica del Piano del Consumatore

Il Tribunale di Ravenna, con provvedimento datato 10 marzo 2017, estensore Farolfi, ha precisato che nel caso di presentazione da parte del debitore di un piano del consumatore, occorre procedere ad una verifica della fattibilità giuridica della proposta di piano in termini non dissimili da quanto da tempo previsto nel concordato preventivo. E del resto sarebbe del tutto superfluo disporre oneri di pubblicità, costi prededuttivi e l’ammissione al voto di una proposta che risulti radicalmente inammissibile e quindi non omologabile. Il Tribunale è dunque chiamato ad una valutazione prognostica anticipata alla fase di ammissione, non potendo ammettersi al voto una proposta che appaia priva di quelle condizioni minime che siano indispensabili, in caso di gradimento dei creditori, ai fini di una possibile successiva omologabilità del piano.